Zuccherificio, cronaca di una morte annunciata

Domenica 25 settembre, questa la data di morte dello stabilimento molisano, ucciso da anni di scelte errate e false promesse. Non era difficile capire come sarebbe finita: già in passato abbiamo spiegato che la responsabilità di questo nuovo fallimento è sia politica che gestionale

Novembre 2012, amministrazione Iorio. L’assessore regionale alla Programmazione, Gianfranco Vitagliano, nonostante il fallimento della spa già proclamato, dipinge di rosa il futuro dello Zuccherificio, lanciando un perdente progetto industriale.

Luglio 2013, amministrazione Frattura. A Termoli l’assessore regionale all’Agricoltura, Vittorino Facciolla, dichiara: “Il futuro dello Zuccherificio impegnerà questa Regione e la sta impegnando. Credo sarà roseo. Abbiamo garanzie di produzione per quest’anno, ma daremo garanzie di produzione per il prossimo futuro attraverso degli interventi mirati ed un accompagnamento a quella che sarà la nuova proprietà dello Zuccherificio”.

Luglio 2014. Nonostante la grave perdita in bilancio, Facciolla ribadisce: “Ancora una volta la politica della serietà e del rigore ci mette nelle condizioni di procedere con serenità, pure rispetto ai sacrifici richiesti, evitando, a differenza del passato, di creare per il nostro Zuccherificio nuove e ulteriori perdite economico-finanziarie che, come sempre, sarebbero finite per gravare solo ed esclusivamente sulle tasche di tutti i cittadini molisani”.

Settembre 2016. Terminata la campagna con l’esaurimento delle quote zucchero, lo stabilimento chiude dopo una serie interminabile di annunci e scelte imprenditoriali che hanno dato vita a un vero sistema clientelare; chiude dopo ben tredici aste d’acquisto andate deserte dal 2013; chiude dopo una serie di scellerate gestioni politiche mascherate da gestioni imprenditoriali.

Una morte annunciata, frutto dell’inadeguatezza di chi ha amministrato e amministra il Molise. Un decesso causato da una politica miope, che per anni ha scelto i contentini anziché avere il coraggio di raccontare la verità.

La situazione drammatica dello Zuccherificio è nota da anni. Già alle elezioni regionali del 2013, il programma del Movimento 5 Stelle Molise parlava chiaro: fuori dalle Partecipate. Sì, noi abbiamo avuto il coraggio di dirlo, gli altri non lo hanno fatto né hanno voluto ascoltarci.

Oggi possiamo dire che il progetto newco basato sulla salvaguardia di lavoratori è fallito miseramente per l’incapacità dei politici che hanno supervisionato (male) e dei dirigenti strapagati. È mancata una visuale strategica, sin dal lontano 2006.

Ora, dopo tre anni, ci ritroviamo a raccontare la morte dello Zuccherificio e conoscendo gli incentivi messi a disposizione dal Governo in casi del genere, abbiamo anche il timore che lo stabilimento sia riconvertito in centrale a biomassa o, peggio, in inceneritore.
Quanto lontane sembrano le preoccupazioni dell’allora consigliere Frattura che già nel 2012 contestava il piano industriale di Vitagliano. Quanto stonate oggi suonano le vecchie previsioni dell’assessore Facciolla.
Adesso non resta che tutelare le famiglie illuse dalla politica passata e presente.

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