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Pubblicato da il 17 Ott, 2016 in Novità, Sanità |

Servizio 118, l’Asrem dorme e le associazioni fanno ciò che vogliono

Servizio 118, l’Asrem dorme e le associazioni fanno ciò che vogliono

Il MoVimento 5 Stelle Molise chiede chiarezza sulla gestione del servizio di emergenza-urgenza sanitaria. Dallo stesso mondo dell’associazionismo arrivano denunce di leggi aggirate e soldi spesi senza controlli. Mozione M5S in Consiglio regionale

Da una parte chi non vigila sulla corretta applicazione delle norme, dall’altra chi aggira quelle stesse norme da anni. Non c’è pace per la Sanità regionale: stavolta si parla del servizio di 118. Così spunta una denuncia interna al mondo delle associazioni di volontariato che gestiscono il servizio di emergenza-urgenza in accordo con l’Asrem. Peccato che di volontariato ormai ci sia ben poco. Vediamo perché.

Il Decreto del Presidente della Repubblica datato marzo 1992 prevede che le Aziende sanitarie possano avvalersi del supporto delle associazioni di volontariato in possesso dell’apposita autorizzazione sanitaria regionale per garantire il servizio di emergenza territoriale 118. Su questa base è stato creato lo “schema tipo di convenzione con associazioni e privati per l’attività di soccorso sanitario”.

Attualmente l’Asrem affida il servizio a dodici associazioni di volontariato in tutto il Molise. La legge regionale 11/1997, tuttavia, stabilisce che le attività di queste associazioni “si fondano a norma di statuto su prestazioni volontarie gratuite e personali dei soci”.

In effetti nel 2015 la Suprema Corte di Cassazione (come poco dopo il Consiglio di Stato) ha confermato che “al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro i limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse”. Dunque “non possono essere considerati rimborsi di spese – e vanno quindi qualificati come compensi, come tali soggetti a tassazione – gli esborsi erogati dalle associazioni di volontariato ai propri associati a titolo di rimborsi forfettari, ossia senza lo specifico collegamento con spese, singolarmente individuate, effettivamente sostenute dai percettori. La sentenza – spiega ancora la Suprema Corte – vuole garantire che i rimborsi spese non mascherino l’erogazione di compensi, ossia, in definitiva, che il rapporto associativo non mascheri un rapporto di lavoro”.

In pratica i volontari, per essere definiti tali, vanno pagati con somme legate a precise rendicontazioni, importi non forfettari ma precisi e puntuali. E chi deve controllare come avvengono i pagamenti? Ebbene, la legge regionale 10/2007 n. 10 sulle “Nuove norme per la promozione del volontariato nella Regione Molise” affida i controlli all’Assessorato regionale alle Politiche sociali.

Ma in Molise le cose non seguirebbero l’iter tracciato dalla legge. A quanto pare, i provvedimenti dirigenziali dell’Uoc “Coordinamento attività medicina” riportano che la liquidazione dei rimborsi spese percepiti dagli operatori volontari (autista, soccorritore, barelliere) avviene su base forfettaria ovvero senza alcuna documentazione che certifichi le somme effettivamente sostenute durante il servizio, insomma senza scontrini o fatture.

Guardando le carte nel dettaglio abbiamo visto che i volontari al momento impiegati nel servizio 118 ricevono un “rimborso forfettario” pari a 51,48 euro ogni 12 ore di servizio, quindi la spesa dell’Asrem per queste convenzioni e per la sola voce relativa ai “rimborsi dei volontari” (carburante e pasti) ammonta a circa 1 milione 200 mila euro annui.

In pratica nel Molise il volontariato rischia di perdere carattere sociale trasformandosi in lavoro subordinato. Per questo alcuni volontari hanno denunciato al MoVimento 5 Stelle Molise l’esistenza di un sistema che aggirerebbe la normativa sui rimborsi spese per l’attività di trasporto e primo soccorso. Ma c’è di più. Alcuni operatori probabilmente hanno garantito anche prestazioni per un numero di ore superiore al dovuto. Ore che sarebbero pagate non attraverso buoni pasto, buoni spesa o rimborsi documentati come previsto dalla normativa di riferimento e, spesso, addirittura senza neanche i dispositivi di protezione individuale, ad esempio scarpe anti infortunistiche.
Un simile modo di fare potrebbe esporre l’intero settore agli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate.

Con queste premesse è sembrato doveroso intervenire. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato una mozione in Consiglio regionale che chiede al governatore Frattura due semplici cose. La prima: verificare che l’impiego di volontari avvenga in modo appropriato e non con modalità di lavoro dipendente, quindi che i soccorritori lavorino il numero di ore previsto per legge e in totale sicurezza. La mozione, inoltre, impegna Frattura a rinnovare le convenzioni con le associazioni in scadenza al 31 dicembre 2016 rivedendo il costo totale del servizio.

La magistratura è stata chiara: le associazioni possono rimborsare ai volontari solo le spese documentate escludendo esplicitamente modalità forfettarie. Se le segnalazioni che ci sono arrivate trovassero conferma, vorrebbe dire che la Regione Molise non rispetta la legge in materia.