Venafro: la centralina, la bretella e la spending review

La Regione ha disposto la dismissione di una centralina per il rilevamento della qualità dell’aria nel cuore della città, in una zona a rischio inquinamento come conferma la procedura d’infrazione avviata dall’Unione europea per sforamento dei parametri in quella stessa area. Intanto il progetto di una bretella che decongestioni il traffico interno resta chiuso in un cassetto. Interpellanza M5S: non vorremmo che qualcuno avesse deciso di anteporre il taglio della spesa pubblica alla salute dei cittadini

La qualità dell’aria che respiriamo deve essere monitorata dalle istituzioni. Lo prevede l’Unione europea e lo sa bene la Regione Molise che con apposita legge impone alla Giunta di predisporre una rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria e gestire le postazioni che la costituiscono. Per far questo la Giunta si appoggia all’Agenzia regionale per la protezione ambientale che gestisce le postazioni di rilevamento.

Nell’ottobre 2016, con delibera di giunta n. 451, questa rete di rilevamento viene adeguata prendendo atto delle relazioni dell’Arpa Molise. Il progetto di adeguamento prevede la dismissione di una delle due centraline di rilevamento presenti a Venafro, quella collocata lungo via Colonia Giulia, la via di maggior transito, nei pressi dell’istituto scolastico “Pilla”. Questa centralina è importante perché è l’unica che misura il biossido di azoto, pericoloso inquinante correlato al traffico veicolare.

Nella delibera che taglia la centraline si legge che il provvedimento mira ad evitare “l’inutile eccesso di stazioni di misura anche al fine del contenimento della spesa pubblica”. Quindi sembra di capire che la centralina sia stata tagliata per fare economia. Una decisione che lascia perplessi i cittadini, anche perché sono ancora in corso due procedure di infrazione avviate da parte dell’Unione europea nei confronti dello Stato Italiano (una delle quali per sforamento dei parametri legati proprio al biossido di azoto) e il Molise ne è interessato proprio per l’area venafrana.

I portavoce M5S in Consiglio regionale Patrizia Manzo e Antonio Federico hanno presentato un’interpellanza in Consiglio regionale per capire i motivi della dismissione di una centralina di rilevamento in una zona interessata da procedure comunitarie d’infrazione e per capire se davvero il motivo è da ricercare nel solito contenimento della spesa pubblica. La centralina è indispensabile per monitorare la qualità dell’aria; tra l’altro, per rimuovere l’infrazione europea e per ridurre nell’immediato l’inquinamento nel centro urbano, non vi sono strade alternative in grado di garantire in sicurezza il traffico interregionale.

In verità una soluzione era stata indicata, un progetto cantierabile approvato dall’amministrazione comunale che riguardava la famosa “bretella di Ceppagna” di cui però non si sa più nulla. Il MoVimento 5 Stelle Molise, quindi, vuol sapere anche se il progetto della bretella è stato abbandonato o se esistono progetti alternativi per la decongestione del traffico in quel tratto.

In questo quadro, però, va aggiunto un dettaglio importante: le condizioni in cui opera l’Arpa Molise. Nella nostra interpellanza chiediamo alla Regione se ritiene necessario incrementare la dotazione finanziaria per l’Arpa in relazione alla sua attività ordinaria di monitoraggio ambientale.

Una nota del Comune di Venafro datata marzo 2015, infatti, racconta di un incontro tra vertici comunali, Regione e Arpa, in cui veniva prospettata l’esigenza di una intensificazione del monitoraggio ambientale, ma allo stesso tempo rilevata una carenza di risorse finanziarie e strumentali.
Per l’Arpa quest’anno in Bilancio sono stati assegnati 1 milione e mezzo di euro, a cui si aggiungono 6 milioni come quota dalla ripartizione del fondo sanitario regionale. Una somma complessiva inferiore rispetto a quella degli altri anni e in continuo calo.

il 2017, però, per l’agenzia è un anno determinante, perché ci sono nuove normative nazionali e quindi nuove competenze da rispettare. È stata approvata infatti, ed è in vigore dal 14 gennaio, la legge nazionale sulla Riforma del sistema delle agenzie nazionali ambientali, la 132 del 2016, e di recente sono stati approvati i nuovi Lepta che attribuiscono in capo all’Arpa dei livelli essenziali di tutela delle prestazioni ambientali, stringenti e obbligatorie; non sappiamo se siano mai riusciti a garantirli, ma sicuramente da quest’anno saranno più vincolanti.

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