Facciolla dimettiti

Non possiamo accettare il silenzio di chi rappresenta la nostra Regione nel ruolo di vice presidente, uno dei massimi organi della Regione Molise. La politica bisogna portarla avanti con umiltà, al servizio dei cittadini, ed è ai tanti cittadini suoi elettori e non che il vice presidente deve rispondere facendo chiarezza sui fondi Peu. Il nostro è un territorio che ha subito con violenza e dolore il dramma di un terremoto. Nella consapevolezza che la politica deve essere al servizio del cittadino, non si può non considerare il ruolo pubblico che si va a ricoprire.

Ieri abbiamo chiesto al vicepresidente della Regione Vittorino Facciolla di fare chiarezza sulla vicenda dei fondi Peu. Nessun processo di piazza, nessun tribunale, non ci compete. Non essendo arrivata alcuna risposta, però, annunciamo che il MoVimento 5 Stelle Molise metterà in atto tutte le iniziative per verificare che non abbia beneficiato di contributi prima che fossero soddisfatte tutte le richieste prioritarie a San Martino e nel Basso Molise.

Da vicepresidente della Regione, conoscendo bene le realtà dei territori colpiti dal sisma, secondo il MoVimento 5 Stelle, Facciolla avrebbe dovuto fare a meno di richiedere esplicitamente quel contributo, soprattutto in quel modo e con tanti passaggi ancora da chiarire: una questione di opportunità politica e già solo questo è sufficiente per chiedere un passo indietro, quindi le dimissioni. Fino ad ora abbiamo cercato di riscontrare eventuali illegittimità sugli atti che lo riguardano e che riguardano in verità anche il vicesindaco e un assessore di San Martino, ma su questo, lo speriamo, si pronuncerà la magistratura. Intanto, per noi resta un principio cardine: in Molise non ci sono ‘cittadini di serie A’ e ‘cittadini di serie B’, nessuno può rimanere indietro. Questo principio lo ribadiremo in ogni momento, dentro e fuori le istituzioni.

Ps. Abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere al vicepresidente di riferire in Aula sulla vicenda dei fondi Peu a tutela di un principio: non esistono cittadini dei serie A e cittadini di serie B.

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