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Pubblicato da il 16 Mar, 2017 in Novità |

Piano Lupo, il Molise non può restare in silenzio

Piano Lupo, il Molise non può restare in silenzio

Abbiamo scritto una lettera aperta al presidente Frattura affinché anche la nostra Regione prenda una posizione chiara sul testo in votazione a fine mese in Conferenza Stato-Regioni. Ora chiediamo a tutti i cittadini che hanno a cuore gli animali e le sorti di uno dei simboli del Molise di fare pressing sul governatore. Ecco come

Il Piano Lupo del governo non piace al MoVimento 5 Stelle Molise, non piace alle associazioni, non piace a una larga fetta del mondo scientifico e non piace anche alla maggior parte delle Regioni. Infatti il testo firmato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sembra andare verso la bocciatura con lo stralcio primario del punto sull’abbattimento facile dei lupi. Tuttavia i veri cambiamenti non si fanno con gli annunci, quindi la battaglia non è ancora finita.
Il documento che certifica il no al Piano deve essere reso pubblico al più presto in modo da poter correggere anche le altre storture del provvedimento. Oltre alla licenza di uccidere il lupo, il piano è stato redatto, senza bando, da una onlus e non dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) come previsto da un decreto del presidente della Repubblica.

Tra le altre gravi mancanze del testo, anche il punto che prevede la detenzione in cattività degli ibridi-cane lupo, in verità protetti fino alla quarta generazione dal regolamento europeo 338/97. In questo contesto, inoltre, chiediamo l’applicazione delle azioni utili alla convivenza tra uomo e lupo (recinti elettrificati, cani pastore ecc.) con risorse economiche sufficienti anche ad erogare adeguati indennizzi agli allevatori per i capi di bestiame predati, chiedendo però prima di verificare che la predazione sia stata condotta davvero dal lupo o da altro animale, come previsto dal vecchio Piano del 2002 finora mai attuato.

In questo dibattito il Molise è rimasto colpevolmente in silenzio. Per questo abbiamo scritto una lettera aperta al governatore Paolo Frattura chiedendogli di prendere una posizione ufficiale sul tema e, in vista del voto in Conferenza Stato-Regioni, di schierarsi apertamente al fianco di quanti si battono contro le uccisioni facili di un predatore simbolo del Molise.

Chiunque abbia a cuore gli animali e le sorti del lupo può e deve fare la stessa cosa: copiando il testo della lettera qui in basso e inviandola a [email protected] oppure condividendo la lettera con tutti i propri contatti per sensibilizzare quanti più cittadini possibili.

Egr. Signor Presidente,
prossimamente, presso la Conferenza Stato-Regioni, dovrà esprimere il Suo parere circa il nuovo Piano di gestione e conservazione del lupo in Italia.
Come avrà certamente notato, in questi giorni è montata la forte protesta dei cittadini che si sono schierati contro la parte del Piano che prevede l’uccisione dei lupi in deroga al regime di protezione loro assicurato da 46 anni a questa parte.
Il Ministro dell’Ambiente, on. Gian Luca Galletti, ha affermato dal canto suo che il Piano è stato redatto con la consulenza di 70 ricercatori, quindi a suo dire avrebbe solide fondamenta scientifiche che sostengono il ricorso alle uccisioni. Eppure è noto che tra i 70 consulenti, in minima parte rappresentanti il mondo scientifico, vi sia una importante componente, non ascoltata, che dissente da tale impostazione. Stessa cosa tra le Regioni. Le prime a schierarsi contro ogni possibilità di ricorso alle deroghe sono state Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia. Ma ora anche altre Regioni sembrano andare nella stessa direzione a testimonianza del fatto che il fronte pro-abbattimenti non è affatto compatto come si vuol far credere. È infatti universalmente noto che le azioni di abbattimento non comportano automaticamente la diminuzione delle perdite registrate in un determinato contesto, vi è anzi il rischio concreto che tali perdite aumentino.
In questo dibattito la Regione Molise è rimasta in silenzio nonostante di mezzo ci fosse la tutela del lupo, uno dei simboli del proprio territorio.
Signor Presidente, I CITTADINI MOLISANI attendono un Suo pronunciamento pubblico chiaro e definitivo; siamo a chiederLe, quindi, di unire il nome del Molise alle altre Regioni, fra cui in particolare Abruzzo e Lazio con le quali condividiamo l’appartenenza territoriale ad uno dei più antichi Parchi nazionali di Italia e d’Europa, che si sono espresse contro l’abbattimento facile dei lupi e, il giorno in cui sarà chiamato ad esprimersi sul nuovo Piano, di chiedere la rimozione del capitolo III.7 che riguarda il ricorso alle deroghe al regime di tutela del lupo e tutti gli altri aspetti critici contenuti nel testo.
In attesa di conoscere la Sua risposta.
Distinti saluti