La Regione sta uccidendo l’Arpa

Da due anni l’agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise è priva del direttore generale e tira avanti solo grazie a un commissario che viene rinominato ogni due-tre mesi. Ora, addirittura, il contratto del dirigente è in regime di prorogatio, quindi l’Arpa è senza una guida stabile, costretta a svolgere compiti non suoi, con poche risorse a disposizione e senza possibilità di svolgere funzioni nel lungo periodo. Abbiamo presentato un’interpellanza in Consiglio regionale

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise esercita funzioni e attività tecnico-scientifiche a tutela della salute pubblica, svolge controlli sull’aria che respiriamo, realizza iniziative di ricerca in tema ambientale, svolge analisi anche sanitarie. La sua attività è fondamentale per il controllo del territorio. Altrettanto importante è la figura del direttore generale che ha funzioni di direzione, indirizzo e coordinamento della struttura centrale e dei dipartimenti provinciali. In Molise, però, tutto questo non avviene.

Nel giugno 2015, con delibera di Giunta n. 301, la Regione non rinnova il contratto del direttore generale Quintino Pallante, annunciando la volontà di scegliere il nuovo vertice “nell’ambito di una rinnovata e più puntuale ricognizione delle migliori professionalità idonee per ricoprire tale incarico”. Pallante viene comunque nominato commissario straordinario, ma la Regione specifica che la nomina dovrà durare pochi mesi, fino al 30 novembre 2015, il tempo necessario a trovare il nuovo direttore. Sempre a giugno 2015, infatti, la Giunta approva l’avviso pubblico per formare un elenco di candidati idonei all’incarico di direttore generale Arpa e nel dicembre 2015 nomina una commissione ad hoc.

A novembre, quindi alla scadenza dell’incarico però, al posto di Pallante la Regione nomina Antonella Lavalle specificando che l’incarico durerà 90 giorni, a meno che l’iter per la nomina del neo direttore si completi prima. Ma la nomina non arriva e così la Regione proroga per ben quattro volte l’incarico fino al 31 marzo scorso, data dalla quale Lavalle opera in regime di prorogatio. Peccato che secondo la delibera di Giunta n. 201, già a maggio 2016 la Regione aveva approvato l’elenco dei candidati risultati idonei al vertice dell’Arpa.

Ricapitolando: l’Agenzia ha tirato avanti per oltre un anno e mezzo con un dirigente nominato dal governatore Frattura e con incarico di due-tre mesi, nonostante l’esistenza della graduatoria di idonei alla carica di direttore.

Risultato: l’Arpa ora non è in grado di programmare alcuna attività nel lungo periodo, è priva di una guida imprescindibile, non può fare assunzioni, non può dare garanzie agli operatori, non può dotarsi di un parco scientifico adeguato alle nuove norme, insomma non può avere prospettive. E ci chiediamo: un incarico a singhiozzo, prorogato ogni due-tre mesi, può garantire all’Agenzia la necessaria continuità per svolgere al meglio i propri compiti? La dottoressa Lavalle sta sicuramente svolgendo al meglio delle sue possibilità il ruolo di commissario, ma è un dirigente regionale distaccato al ruolo che non può dedicarsi esclusivamente alla causa e non fa neanche parte della lista degli idonei alla carica di direttore generale.

Il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un’interpellanza in Consiglio regionale. I nostri portavoce Patrizia Manzo e Antonio Federico chiedono al governatore Paolo di Laura Frattura perché non è stato ancora nominato il nuovo direttore generale Arpa visto che a maggio 2016 è stato approvato l’elenco degli idonei all’incarico.

Ma non è tutto: l’imbarazzante gestione dell’Agenzia, che comprende anche un costante taglio dei trasferimenti di risorse negli ultimi anni, porta anche altrove. A gennaio 2017 è stata approvata la legge nazionale che riforma il sistema delle agenzie nazionali e che, tra le altre cose, ha istituito i nuovi Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, i cosiddetti Lepta, con cui sono attribuiti all’Arpa nuovi obblighi stringenti e obbligatori. Insomma, maggiori compiti con poche risorse.

Un nuovo colpo assestato a un’agenzia che in Molise peraltro è utilizzata male. In questa legislatura la Giunta regionale ha affidato all’Arpa incarichi che non le competono come l’elaborazione di Via (Valutazioni d’impatto ambientale), di intere pianificazioni ambientali, attività che dovrebbero essere condotte dalle strutture regionali e alle quali l’Arpa dovrebbe dare solo supporto tecnico-scientifico, o come la gestione delle cave.

 Precedente

Porto di Montenero, ora abbiamo un problema (anche) politico

 Successivo

Fondi europei e lavoro, riparte il corso gratuito