Salviamo il lago di Castel San Vincenzo

Un angolo di paradiso non può accogliere un’isola ecologica. Abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale per scongiurare la realizzazione di un sito di stoccaggio rifiuti ingombranti in un’area di straordinario pregio paesaggistico e ambientale. Sabato 10 giugno saremo prima sulle sponde del lago e poi in paese per raccontarvi cosa sta accadendo, spiegarvi la nostra azione e proporre soluzioni veloci e condivise

Un’area di stoccaggio per rifiuti ingombranti di 700 metri quadrati, a due passi da un lago-gioiello, ai confini del Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise. Il progetto che sta per essere realizzato sulle rive del lago di Castel San Vincenzo va rivisto. Un’area di altissimo pregio naturalistico, alle pendici delle Mainarde, non può accogliere un’isola ecologica cioè un centro deposito di materiali differenziati ingombranti come pneumatici, elettrodomestici, magari mobilia, da trasportare poi in altro posto per lo smaltimento. Tutto questo a 50 metri circa dalle rive del lago.

Per realizzare questo progetto il Comune ha chiesto finanziamenti di matrice europea trovati nei Fondi di sviluppo e coesione e la Regione, a seguito del parere della Sovrintendenza, ha dato il suo ok. Per altro l’isola è stata progettata lungo l’unica via d’accesso all’area lago, dunque in un’area trafficata da migliaia di turisti durante l’anno.

Dubbi ambientali. La zona individuata dal Comune di Castel San Vincenzo per la realizzazione dell’isola ecologica insiste nelle immediate vicinanze dell’invaso di proprietà dell’Enel, in area pre-parco, tanto che per il particolare pregio dell’area, nel rilasciare il parere paesaggistico, la stessa Regione ha suggerito la valutazione ambientale.

Dubbi amministrativi. Il progetto, per la verità, prevede la realizzazione di tre isole ecologiche: oltre a quella di San Vincenzo, anche altre due a Cerro al Volturno e a Scapoli. Dunque, nonostante la tendenza amministrativa degli ultimi anni guardi verso la gestione integrata dei servizi, con una crescente cooperazione degli enti locali, il progetto in questione sembra frammentare questi servizi rendendo ancor più assurda la vicenda. Perché creare tre isole ecologiche in tre comuni vicini (tra cui una sulle sponde di un lago) invece che realizzarne altrove una sola che serva i tre Comuni?

Già nei giorni scorsi il MoVimento 5 Stelle Molise si è attivato per fermare il progetto. Ci siamo recati negli Uffici regionali competenti per acquisire i documenti, abbiamo fatto un sopralluogo e abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale (già iscritta ai lavori della prossima assise) per chiedere al governatore Paolo di Laura Frattura due cose precise:
verificare insieme alle strutture competenti che siano state rispettate le fasi autorizzative, come prevede la normativa regionale e nazionale, e la possibilità di prolungare i tempi della rendicontazione dei fondi assegnati;
avviare un tavolo di confronto con il Comune capofila del progetto, Castel San Vincenzo, e gli altri enti locali coinvolti per scongiurare la costruzione dell’isola ecologica nel luogo individuato, indicandone un altro o promuovendo una gestione associata del servizio per poter così realizzare un unico sito.

L’impegno del MoVimento 5 Stelle Molise si muoverà all’interno delle istituzioni e tra i cittadini. Sabato prossimo 10 giugno, infatti, i nostri portavoce in Consiglio regionale Patrizia Manzo e Antonio Federico, insieme a cittadini e attivisti, saranno prima sulle rive del lago per spiegare le azioni intraprese e le alternative al progetto, poi si sposteranno in paese a Castel San Vincenzo.

Le isole ecologiche sono importanti per la raccolta differenziata dei rifiuti, ma è impensabile realizzarne una vicino al luogo simbolo della Valle del Volturno, tra le principali attrattive della regione. Gli stessi cittadini di Castel San Vincenzo hanno suggerito altri luoghi all’interno del territorio comunale dove sistemare l’isola ecologica. È proprio per far sentire ancor più forte la loro voce e le loro ragioni che sabato saremo a Castel San Vincenzo. La palla passa ai tre Comuni interessati e la speranza è che vogliano modificare il luogo in cui realizzare l’isola ecologica.

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