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Pubblicato da il 3 Lug, 2017 in Attività & Iniziative, Eventi, Novità | 0 commenti

Lavoro 2025, progettiamo insieme il futuro

Lavoro 2025, progettiamo insieme il futuro

Il MoVimento 5 Stelle presenta anche in Molise i risultati del primo studio sulle prospettive del mondo occupazionale. Venerdì 7 luglio, i portavoce alla Camera dei deputati Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi saranno a Termoli, presso il Cinema S. Antonio, a partire dalle ore 18

Come sta cambiando il lavoro? Come sarà tra dieci anni? Quali lavori spariranno e quali saranno le professioni del prossimo futuro? Sono solo alcune delle domande a cui ha risposto ‘Lavoro 2025’, la prima ricerca previsionale targata MoVimento 5 Stelle che cerca di descrivere con metodo scientifico come cambierà e quali caratteristiche avrà il mondo del lavoro nel prossimo decennio.

Venerdì 7 luglio a Termoli, presso il Cinema S. Antonio con inizio alle ore 18, parleremo proprio di occupazione e dei risultati di uno studio unico nel suo genere, un importante strumento di programmazione per le future politiche del lavoro, ma anche educative, formative, industriali e di welfare.

Saranno con noi Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi, portavoce M5S alla Camera dei deputati e membri della Commissione Lavoro. Sono stati proprio loro a sviluppare il progetto ‘Lavoro 2025’, elaborato in collaborazione con il professore emerito di Sociologia del Lavoro presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, Domenico De Masi. E proprio con loro ci sarà spazio anche per un dibattito pubblico, aperto a tutti i presenti sui principali temi legati al lavoro.

Lo studio è stato basato sul metodo scientifico (Delphi): undici esperti in differenti materie e con approcci differenti hanno fornito il proprio contributo ignorando l’identità del reale committente. Tutti i contributi sono stati incrociati e vagliati al fine di sottoporre valutazioni e conclusioni a un importante processo critico. In questo modo la ricerca ha ricostruito cause ed effetti della rivoluzione tecnologica, per riuscire a individuare la rotta del mondo occupazionale.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, grazie a una serie di fattori come progresso tecnologico, globalizzazione, diffusione dei media e scolarizzazione di massa, la società industriale ha ceduto il passo a una società profondamente diversa, centrata sulla produzione di beni immateriali come servizi, informazioni, simboli, valori, estetica. Questo passaggio epocale non è stato ancora metabolizzato, generando uno stato di disorientamento e uno dei settori che più ne soffre gli effetti è proprio il lavoro. Tutti i comparti sono incalzati dalla disoccupazione tecnologica e sono compresi sotto la medesima etichetta di ‘lavoro’, accomunati in una medesima normativa nonostante profonde diversità. Ma gli equivoci maggiori nascono in materia di politiche occupazionali, dove più incisiva è l’influenza di variabili come demografia, mobilità geografica, tecnologia, sviluppo organizzativo, globalizzazione e scolarizzazione. Quindi servono chiarezza e lungimiranza.

L’essenza stessa della società postindustriale, infatti, risiede nella progettazione di futuro, ma non è possibile progettare il futuro senza prevederlo. Perciò il gruppo dei parlamentari 5 Stelle che fanno parte della Commissione Lavoro della Camera ha commissionato all’eminente sociologo del Lavoro Domenico De Masi, una ricerca previsionale su come evolverà il lavoro nel prossimo decennio.

Uno studio che tenta di capire come evolverà il mercato del lavoro, se i posti di lavoro aumenteranno o diminuiranno in rapporto alla popolazione attiva, quali settori saranno carenti, quali adeguati e quali esuberanti di occupati, quali tipi di professioni vedranno crescere la domanda e quali la vedranno decrescere; e ancora, quale ruolo giocheranno sul mercato del lavoro Stato, istituzioni, imprenditori, sindacati, partiti politici e la società civile, come evolverà l’organizzazione del lavoro e come saranno gestite le differenze di genere, di razza e religione.

Dalla ricerca di risposte a queste domande è venuta fuori una certezza che riaccende la speranza: le opportunità da cogliere per una nuova organizzazione dell’occupazione non mancano in un’epoca in cui per mezzo della tecnologia è possibile produrre più beni e servizi con minore tempo e con un impiego di lavoro umano sempre minore. Bisogna soltanto farsi trovare pronti e ‘Lavoro 2025’ aiuta a capire come fare.

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