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Pubblicato da il 14 Lug, 2017 in Economia, Enti & Aziende partecipate, Novità |

Consorzio industriale, ente semideserto ma a peso d’oro

Consorzio industriale, ente semideserto ma a peso d’oro

I membri dell’ente si autoassegnano nuovi compensi: 48 mila euro annui di soldi pubblici al presidente e gettoni presenza da 250 euro per i membri del Comitato direttivo. Tra i sovvenzionatori, anche la Provincia di Isernia che paga il Consorzio, ma da anni non ha i soldi per strade e scuole. Interpellanza M5S in Consiglio regionale

In tempo di difficoltà economiche per migliaia di molisani, appare quanto meno fuori luogo che i membri di un ente ormai semideserto si autoassegnano compensi nuovi e pesanti. È quanto accade al Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia-Venafro che per sua stessa ammissione “nasce dalla necessità di organizzare le attività dell’entroterra regionale permettendo al tempo stesso una ristrutturazione del sistema economico-produttivo della zona”. Insomma, parliamo di uno dei tanti enti pubblici che negli anni hanno perso importanza sotto la scure della crisi e dei tagli ai costi della macchina amministrativa.

Dopo aver registrato le difficoltà del Consorzio di bonifica e delle Comunità montane ad esempio, ora il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato una interpellanza in Consiglio regionale per verificare se quanto sta accadendo al Consorzio industriale di Isernia-Venafro sia normale.

La Regione, infatti, è legata ai Consorzi dalla legge regionale 8 aprile 2004, n. 8 che disciplina l’assetto, le funzioni e la gestione dei Consorzi per le aree ed i nuclei di sviluppo industriale. Parliamo di enti in difficoltà tanto è vero che anche il Consorzio per lo sviluppo industriale Isernia-Venafro si è ridotto sempre più in termini di crescita e partecipazione al punto che il numero di Comuni aderenti è sceso da 18 a 7. Tuttavia gli enti rimasti si danno da fare.

Il 10 maggio scorso, ad esempio, dopo un periodo di commissariamento, si svolgono le elezioni per il rinnovo delle cariche di vertice del Consorzio per lo Sviluppo industriale, fondamentali per l’insediamento degli organi statutari. Il 19 giugno successivo, il Consiglio generale designa il nuovo presidente nella persona del commissario uscente, la sindaca di Pozzilli Stefania Passarelli e il Comitato direttivo formato da 4 sindaci: Luigi Paolone (Sesto Campano), Custode Russo (Monteroduni), Mario Stasi (Macchia d’Isernia), Pasquale Colitti (Carpinone). Lo stesso giorno, però, il Consiglio generale fa un’altra cosa importante: assegna, anzi si autoassegna, i nuovi compensi, cioè 250 euro a ciascun membro del Comitato direttivo per ogni gettone presenza (sulla falsa riga di quanto accaduto al Cosib di Termoli) e 48 mila euro annui al presidente: soldi di migliaia di cittadini.

In un periodo difficile per molti il MoVimento 5 Stelle Molise sottolinea l’inopportunità di queste scelte. Invece di provare a ricondurre la gestione dell’ente magari ad un solo amministratore delegato, addirittura si assegnano gettoni presenza e compensi da decine di migliaia di euro. A questo aggiungiamo un particolare sulla Provincia di Isernia che partecipa economicamente al Consorzio, ma che da anni ci spiega che non ha più soldi neanche per gestire la manutenzione di strade e scuole.

Con la nostra interpellanza chiediamo al presidente della Giunta regionale Paolo Di Laura Frattura se ritiene corretto l’operato del Consiglio generale sia sotto l’aspetto di una prudente gestione economico-finanziaria, ma soprattutto sotto l’aspetto dell’etica comportamentale.
Come detto la Regione è parte in causa, perché oltre a gestire i Consorzi, come previsto per legge, approva i piani economici e finanziari adottati dal Consiglio generale, è chiamata ad intervenire in caso di “grave e perdurante dissesto economico e finanziario del Consorzio” e ne copre gli oneri finanziari ogni anno impegnando risorse del Bilancio regionale, quindi soldi dei molisani.