Sblocca Italia, Pd bocciato (fuoriusciti compresi)

La Corte Costituzionale ha bocciato l’articolo 38 del Decreto ‘Sblocca Italia’ dichiarando incostituzionali le autorizzazioni alle trivellazioni in mare e su terra senza aver prima ascoltato il parere delle regioni. Insomma, la ricerca mineraria non è di esclusiva competenza dello Stato. Il ricorso è stato promosso da sette Regioni. Tra di esse non c’è il Molise.

La responsabilità è del Pd di allora, del capogruppo in Consiglio regionale Francesco Totaro, del vice governatore Michele Petraroia, del segretario Micaela Fanelli: membri attuali o fuoriusciti che in quei giorni non hanno voluto difendere il nostro territorio pur di non contrariare l’allora presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, che poi hanno abbandonato il partito e che ora addirittura contrastano gli scempi legati allo ‘Sblocca Italia’ che loro stessi hanno avallato.

Proprio grazie a loro il Consiglio ha sempre respinto la trattazione della mozione M5S che chiedeva proprio di cambiare lo ‘Sblocca Italia’ o di impugnarlo per incostituzionalità.

Ora non possiamo far altro che ringraziare quanti hanno sollevato il conflitto di attribuzione e non hanno voluto abbassare la testa. Grazie a loro adesso abbiamo l’opportunità di frenare progetti che, in nome di un interesse nazionale tutto da dimostrare, mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e la salubrità dell’ambiente.

Il Molise, invece, non ha saputo difendere la propria dignità istituzionale per piegarsi alla volontà del governo nazionale. Come sempre.

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