Ferrovie-vergogna, il Molise non esiste davvero

Regione e Trenitalia ci stanno prendendo in giro. Abbiamo depositato un’interpellanza in Consiglio regionale che raccoglie tutta la rabbia dei molisani

L’arretratezza e la piccolezza di una Regione si vede anche nello spacciare per grande progresso qualcosa che altrove è stato scartato. Nel Molise dei Nagni e dei Frattura accade anche questo.
4 luglio 2017: l’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni annuncia in pompa magna 3 nuovi treni ‘Swing’ arrivati con un investimento di Trenitalia pari a 13 milioni e mezzo di euro.
5 luglio 2017: soliti disagi, tra ritardi e pullman sostitutivi. E poco importa se il treno in difficoltà sia o non sia uno dei nuovi. La verità è che gli ‘Swing’ (che altrove sono addirittura stati ritirati) non intaccano la vergogna di una regione che nel trasporto su ferro è ferma a 50 anni fa, bistrattata da un’azienda nazionale tra le più importanti e mal difesa dai responsabili politici di turno.

La tratta Campobasso-Roma è ormai una scommessa. L’ultima odissea racconta di un convoglio partito da Campobasso alle 12.32 e fermatosi definitivamente a Isernia per un guasto, con gli utenti trasferiti su un secondo treno, un Minuetto, che però si è bloccato a Cassino. I viaggiatori hanno dovuto attendere un treno laziale e sono arrivati a Roma dopo 5 ore. Stessi disagi, se non più gravi, al ritorno con molti passeggeri rimasti bloccati nella Capitale per insufficienza dei posti a sedere sull’autobus sostitutivo. A questo aggiungiamo ritardi cronici, carrozze stracolme, spesso senza aria condizionata, in qualche caso prive di servizi igienici. Addirittura ci hanno segnalato un cartello che pendeva dal portapacchi di un convoglio, con su scritto “vernice fresca”. Una tragicomica normalità.

Ma torniamo alle carte. Nonostante disagi e proteste che vanno avanti da anni, a dicembre scorso la Regione ha liquidato a Trenitalia spa oltre 90 milioni e 100 mila euro per i servizi effettuati. Il 16 giugno scorso la Giunta regionale ha approvato lo schema di rinnovo del Contratto di servizio con Trenitalia per effettuare il trasporto pubblico ferroviario nel periodo 2015-2023. Il 4 luglio è stato firmato a Campobasso il nuovo contratto con cui la Società ferroviaria si impegna ad effettuare servizi di trasporto ferroviario con materiale rotabile idoneo e sufficiente a garantire “confortevoli condizioni di viaggio”. E già qui viene da ridere (o da piangere). Il contratto, infatti, contiene anche una serie di specifiche che fa capire come Trenitalia e Regione stanno prendendo in giro i molisani.

La Società, ad esempio, è tenuta a programmare e coordinare in modo adeguato tutte le attività accessorie alla prestazione dei servizio curando e garantendo manutenzione straordinaria, ordinaria e revisioni periodiche del materiale rotabile; condizioni di sicurezza e pulizia del materiale rotabile. In particolare Trenitalia deve impegnarsi a “migliorare i livelli di qualità del servizio offerto, ricercando la massima soddisfazione delle esigenze e dei bisogni espressi dalla clientela, osservando standard di qualità, espressamente previsti all’interno della convenzione”.

Per facilitare la gestione del contratto è stato addirittura costituito un ‘Comitato tecnico di gestione del contratto” composto da 2 rappresentanti di Trenitalia e 2 della Regione. Il Comitato deve monitorare i dati, prevenire, risolvere e ridurre controversie, applicare a Trenitalia penali fino a 4 mila euro per trimestre, utili a verificare il rispetto dei livelli di manutenzione.

La Regione, invece, ha la facoltà di disporre verifiche e controlli sui servizi e sull’osservanza delle norme; può chiedere a Trenitalia tutti i chiarimenti e gli approfondimenti necessari per verificare il comfort di viaggio e il rispetto degli standard di qualità del servizio (come puntualità e livello di soddisfazione dell’utenza), tramite proprie strutture o personale esterno. La Regione, quindi, dovrebbe essersi dotata di ispettori che comunicano formalmente al personale di Trenitalia eventuali carenze. Quindi ci chiediamo: queste figure sono state individuate? E sono già attive?

Alla luce dei disagi, è chiaro che questo sistema di controlli non esiste o non serve a nulla. Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere le dimissioni dell’assessore Nagni. Ma dato che il Consiglio regionale si è dimostrato più volte restìo ad ammettere la propria incapacità politica e gestionale, per ora abbiamo depositato un’interpellanza. Vogliamo sapere dal governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura se ritiene idonei i treni ‘Swing’ a percorrere la tratta Campobasso-Roma e ritorno; se ritiene che le condizioni di viaggio sugli altri treni rispettano gli standard contrattuali; se ritiene congrui gli importi fissati per l’applicazione delle penali; se e quando attiverà gli ispettori regionali per accertare le reali condizioni di viaggio dell’utenza.

Allo stesso tempo interesseremo i nostri portavoce in Parlamento per porre fine a questo stato ridicolo delle cose.
Solo in questo caso ci sentiamo di dire che il Molise davvero non esiste, ma soltanto perché a qualcuno non interessa se esista o meno e perché qualcun altro non riesce ad opporsi a questo stato di cose.

Un commento su “Ferrovie-vergogna, il Molise non esiste davvero”

  1. Secondo un’altra teoria sull’inesistenza del Molise, poco nota perche gli scienziati che la svilupparono decisero di non pubblicare l’articolo per salvaguardare la propria credibilita visto che esso trattava di qualcosa di immaginario, la “regione” fu inventata per poter dare un nome al vuoto che circonda la A14 nello spazio che separa l’Abruzzo dalla Puglia.

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