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Pubblicato da il 25 Lug, 2017 in Economia, Novità |

Ittierre: il fallimento commissariale e lo scippo al Molise

Ittierre: il fallimento commissariale e lo scippo al Molise

Il Ministero dello Sviluppo economico doveva salvare l’azienda più florida della regione, una delle realtà tessili più importanti d’Italia e d’Europa, invece la sua politica scellerata ha finito di affossarla, rubando la speranza di un’occupazione a centinaia di lavoratori e milioni di euro al territorio. La Regione cosa ha fatto oltre a garantire 12 milioni di fideiussione che ora rischia di perdere? Nulla. Abbiamo presentato un’interpellanza in Consiglio regionale

Dal periodo delle collaborazioni con le griffe più importanti del mondo ne è passato di tempo. Tempo speso a parlare di crisi economica e di una gestione imprenditoriale discutibile. Poi è intervenuto il governo nazionale che doveva risanare l’Ittierre e con essa un indotto extraregionale. Invece la storia racconta ben altro.

Nel febbraio 2009 la società Ittierre spa è ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria e il Ministero dello Sviluppo economico nomina tre commissari: gli avvocati Andrea Ciccoli, Stanislao Chimenti e Roberto Spada. Dopo qualche giorno il tribunale di Isernia dichiara lo stato di insolvenza dell’azienda tessile di Pettoranello di Molise.
Passano i mesi e l’Ittierre diventa un caso nazionale con i cancelli chiusi e i lavoratori sul piede di guerra.
Tra aprile 2015 e marzo 2016 Chimenti viene sostituito con Lucio Ghia e quest’ultimo con Emanuele Rimini. Ad ottobre 2016 il Mise comunica l’avvio del procedimento di revoca dall’incarico a Ciccoli e Spada. Alla fine di questo tragico valzer, Spada si dimette e a Ciccoli viene revocato l’incarico.

Nella relazione della Direzione generale per lo Sviluppo produttivo e la Competitività, allegata al decreto di revoca di Ciccoli firmato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, si legge il fallimento della politica governativa.
Nel documento si parla di “oggettiva inidoneità dell’organo collegiale ad assicurare una efficiente ed efficace gestione della procedura di amministrazione straordinaria e, per conseguenza, una cura adeguata degli interessi pubblici cui la stessa è finalizzata, come emerge in particolare a) dalla confusa, disomogenea e non compiuta rappresentazione dei costi della procedura; b) dalla assenza di ponderate e concrete iniziative per la rapida conclusione della gestione liquidatoria della procedura, e al contempo dal compimento di atti in assenza della preventiva autorizzazione, ove prevista ai sensi di legge; c) dalla adozione di criteri di determinazione dei compensi degli incarichi di assistenza e consulenza legale penalizzanti per la Procedura e dal mancato controllo del corretto svolgimento degli incarichi medesimi”.

Una auto bocciatura senza appello. Come se nulla fosse, però, al momento Emanuele Rimini insieme a Mauro Messina ed Enrico Stasi nominati a giugno scorso, compongono il nuovo collegio commissariale nella procedura di amministrazione straordinaria di Ittierre spa. In pratica dopo 9 anni siamo al punto di partenza. O quasi, visto che nel 2011 il governo regionale targato Michele Iorio ha firmato una fideiussione da 12 milioni di euro in soldi pubblici, che è al centro di un contenzioso tra azienda e Regione: una mossa che rischia di far perdere questo ‘tesoretto’ ai molisani.

Con un’azienda distrutta, centinaia di famiglie in difficoltà e il rischio di perdere altri milioni di euro, la Giunta regionale attuale non muove un dito. Il governatore Paolo di Laura Frattura e l’assessore alle Politiche dello Sviluppo economico Carlo Veneziale attendono con il cappello in mano che da Roma arrivino in Molise i soldi dell’Area di crisi, ma non proferiscono verbo sul dramma Ittierre.

Per porre fine a questo imbarazzante immobilismo il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato un’interpellanza in Consiglio regionale. Frattura deve dirci quali iniziative ha pensato per tutelare la Regione Molise alla luce della fideiussione di 12 milioni di euro e l’annesso contenzioso in atto. Al momento di firmare l’anticipo milionario, tra l’altro, il governo regionale sembra non aver mai riportato il relativo accantonamento in Bilancio.

È giunto il momento di chiedere quei soldi indietro dato che i Commissari hanno soltanto aggravato la situazione. Per il MoVimento 5 Stelle Molise, quindi, la Regione ora deve farsi sentire con il Ministero dello Sviluppo economico alla luce del fallimento gestionale degli uomini scelti proprio dal dicastero. Dopo quasi 10 anni Frattura cosa vuol fare? Vuole andare a battere i pugni a Roma per ridare almeno un po’ di dignità alla nostra regione? Ne ha la capacità e la forza politica?

Il tempo dell’attendismo non porta nulla, la prova è sotto gli occhi di tutti.