San Stefar, lavoratori in difficoltà. La Regione deve muoversi: ecco come

Ci sono oltre 80 famiglie in difficoltà, 80 lavoratori che da anni ricevono stipendi a singhiozzo. I dipendenti della clinica San Stefar sono esasperati e la Regione ha il dovere di risolvere il problema. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha trovato una soluzione e martedì prossimo presenterà un ordine del giorno aperto alle altre forze politiche per ridare dignità a queste persone

Per chi non lo sapesse la San Stef.A.R. Molise è un’azienda privata che eroga servizi socio-sanitari, tra cui fisioterapia e riabilitazione, in convenzione con il Sistema sanitario regionale dopo regolare accreditamento. Conta oltre 80 dipendenti tra i centri ambulatoriali di Campobasso e Termoli e vanta un budget da 2 milioni 750.000 euro tanto per far capire la sua importanza per l’utenza molisana. Una importanza a quanto pare solo teorica.

Da anni i lavoratori della clinica sono costretti a sopportare continui ritardi nel pagamento degli stipendi. Al momento, ad esempio, i dipendenti ancora avanzano le mensilità di agosto e settembre 2017, ma anche i premi di produzione e il rimborso Irpef relativo al 2016: ritardi che da anni si ripetono ciclicamente. Una situazione divenuta insopportabile anche perché, ed è questa la cosa grave, a quanto ci risulta l’Asrem riconosce puntualmente le prestazioni della San Stefar e la paga con regolarità.

Da tempo la Regione cerca di risolvere la questione ed è stato anche aperto un tavolo istituzionale con i sindacati, ma l’iniziativa non ha portato benefici e la situazione resta difficile.
I lavoratori della sede di Campobasso, con cui siamo in contatto, ci hanno raccontato una realtà fatta di difficoltà anche quotidiane: due mesi di stipendio oltre ai benefit sono fondamentali in tanti casi e ci sono tante persone in difficoltà anche perché i ritardi dei pagamenti, come detto, si verificano spesso.

Intanto il tempo passa e la situazione non migliora. Il MoVimento 5 Stelle Molise è pronto a suggerire alla Regione una possibile soluzione alle difficoltà dei lavoratori. Esiste infatti una legge, la numero 18 del 2008 che all’articolo 25-bis riporta ‘Condizioni e requisiti per la stipulazione degli accordi contrattuali e dei contratti con i soggetti privati accreditati’; si tratta di un articolo scritto proprio su pressione dei lavoratori della clinica, già in quel periodo alle prese con situazioni di difficoltà, e approvato in Consiglio all’unanimità.

Il testo prevede una serie di requisiti per le strutture convenzionate con il sistema sanitario regionale e una possibile via d’uscita per i lavoratori in caso di inadempienze.
In particolare prevede che i soggetti privati accreditati, per accedere agli accordi contrattuali e ai contratti per l’erogazione di prestazioni sanitarie, devono essere qualificati e improntare la loro attività ai principi di qualità, professionalità e correttezza. Per stipulare ogni anno questi accordi e firmare contratti di valore superiore a 200.000 euro, inoltre, i soggetti accreditati devono dimostrare requisiti di capacità economica, tecnica e organizzativa mediante:
a) referenze bancarie ed eventuale documentazione del fatturato;
b) indicazione del personale sanitario e del personale dirigenziale, nonché dei soggetti concretamente responsabili della prestazione;
c) documentazione attestante la regolarità della corresponsione delle retribuzioni al personale dipendente, nonché la relativa regolarità contributiva;
d) descrizione delle attrezzature tecniche tale da consentirne l’individuazione e la rintracciabilità delle misure adottate per garantire la qualità delle prestazioni sanitarie, nonché degli strumenti disponibili.

Ora attenzione: la perdita, in corso di esecuzione del contratto, dei requisiti o l’accertamento dell’inadeguatezza organizzativa della struttura sanitaria danno avvio a un iter che prevede la contestazione delle inadempienze da parte della Regione che poi fissa un termine per la loro soluzione. Scaduto questo termine scatta la risoluzione del contratto, la sospensione dell’accreditamento e l’avvio delle procedure per la sostituzione del soggetto accreditato. Il soggetto subentrante è tenuto ad assicurare il rispetto della normativa a tutela dei lavoratori e della contrattazione collettiva nazionale di categoria.

Ci auguriamo che non si arrivi a soluzioni estreme, ma è chiaro che la Regione deve muoversi. Alla prima occasione utile, quindi già martedì prossimo, il MoVimento 5 Stelle Molise presenterà in Consiglio regionale un ordine del giorno aperto a tutti gli schieramenti politici. L’atto impegna il governatore Paolo Frattura ad attivare le procedure previste dalla legge che abbiamo visto, contestando le inadempienze all’azienda e fissando un termine per regolarizzare le posizioni di tutti i dipendenti oltre il quale l’iter andrà avanti come abbiamo visto.
Crediamo che sia un dovere morale sottoscrivere un atto che salvaguarda decine di lavoratori e le loro famiglie. La Regione deve muoversi e ora sa anche come fare.

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