Legge elettorale: 54 anni per fare un passo indietro

Oggi il Consiglio regionale ha deciso di utilizzare il voto dei molisani a proprio uso e consumo, in pratica si sono fatti le regole per tentare di mantenere la poltrona. Il MoVimento 5 Stelle Molise non si è prestato a questo gioco sulla pelle dei cittadini e ha votato NO alla nuova legge elettorale

Discutere e approvare una legge elettorale a poche settimane dalla fine della legislatura è uno sgarbo alla democrazia a conferma che la maggioranza spesso lavora solo per salvaguardare le proprie posizioni privilegiate. Non solo: discutere e varare il progetto a poche settimane dal voto ha impedito ai cittadini di raccogliere le firme per proporre un referendum abrogativo con cui esprimere il proprio dissenso alla legge elettorale.

Ma la giornata di oggi sarà ricordata anche per la messinscena del governatore Paolo Frattura che in apertura di seduta ha chiesto furbescamente di rinviare la discussione solo per tentare di acquietare la base del Pd che premeva per le tre circoscrizioni. Una richiesta ovviamente bocciata dall’Aula. Ma torniamo alla legge elettorale.

Già a giugno scorso il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato la propria proposta di legge in tema, come sempre al termine di un iter condiviso con gli attivisti grazie ai nostri strumenti di condivisione.
La proposta di legge M5S tutelava il potere decisionale dei molisani ed era scevra da qualsiasi condizionamento esterno e da qualsiasi calcolo politico. Un progetto in cui abbiamo sempre creduto.

Tante volte abbiamo detto che non saremmo mai scesi a compromessi sulle legge elettorale e che la nostra sarebbe stata l’unica proposta che avremmo votato. Ecco perché da ieri mattina abbiamo battagliato in Aula presentando 20 emendamenti per modificare la proposta di legge in discussione; 20 emendamenti che ricalcavano gli articoli della nostra legge punto per punto. La maggioranza in Consiglio si è riunita a testuggine, ha rimbalzato via ogni nostro tentativo e la proposta in discussione è passata.

Il progetto elettorale appena varato dal Consiglio regionale non ci piace, ad esempio perché promuove le grandi ammucchiate, le coalizioni per convenienza e non per convinzione, perché promuove il collegio unico negando la giusta rappresentatività a tanti territori, provincia di Isernia in primis.

La nostra proposta invece puntava sui due collegi (uno per provincia), scoraggiava i partiti unipersonali frenando al contempo l’elezione dei capibastone (spesso candidati portatori degli interessi di pochi) all’interno delle coalizioni, responsabilizzava i cittadini tramite il voto congiunto, limitava a due mandati consecutivi l’eleggibilità del governatore ed eliminava il diritto al seggio automatico per il candidato presidente arrivato secondo.

La legge approvata, tra l’altro, prevede l’abolizione del voto disgiunto non per una questione di principio, ma per una questione di convenienza, cioè per far fluire i voti delle tante liste in coalizione al candidato Presidente, evitando ‘fughe di voti’ registrate in passato proprio grazie al disgiunto.
Il MoVimento 5 Stelle Molise ha votato NO anche a questo perché per noi il momento della votazione è un atto di coerenza e perché il faro da seguire deve essere la scelta di un programma e non dei nomi.

Alla fine, come accade sempre quando di mezzo c’è il mantenimento dei privilegi, la maggioranza si è compattata bocciando tutti i nostri emendamenti, quindi decidendo le regole del gioco a proprio uso e consumo.
Noi intanto continuiamo a lavorare. Alla fine l’ultima parola spetterà sempre ai cittadini, non c’è legge elettorale che tenga.

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