Bilancio 2018: (in)degna conclusione della legislatura

Ancora una volta mancano risorse e prospettive. E ancora una volta si sono tenuti i privilegi. Se tutti avessero fatto come il MoVimento 5 Stelle Molise, in questi 5 anni i molisani avrebbero risparmiato oltre 5 milioni di euro

La commedia sul Bilancio previsionale 2018 andata in scena in Consiglio regionale è durata addirittura una settimana. Prima hanno dato vita alla vergognosa votazione che ha scritto la parola ‘fine’ sulla possibilità di election day in Molise che è costata milioni di euro ai cittadini. Poi si sono inventati la sessione di Consiglio di sabato. La maggioranza Frattura, infatti, è talmente risicata che sono stati costretti a scegliere l’unico giorno in cui tutti i consiglieri potevano essere presenti in aula per votare.

Ma torniamo al Bilancio e facciamo un passaggio sul Documento di economia e finanza 2018-2020: sul Def pesano entrate a libera destinazione sempre più ridotte, quest’anno previste in 140 milioni di euro (erano 144 milioni nel 2016 e 158 nel 2015), numeri che confermano la realtà di una regione moribonda.

Sul Bilancio, invece, anche quest’anno il MoVimento 5 Stelle Molise ha presentato tanti emendamenti, ad esempio, incentrati sul taglio ai costi della politica.

Su questo tema abbiamo le idee chiare da sempre: abbiamo chiesto di eliminare i vitalizi, di ridurre le indennità di carica dei consiglieri regionali, di eliminare le indennità di funzione, di ridurre i rimborsi spese per l’esercizio di mandato, di eliminare i vergognosi 5 centesimi che ogni molisano deve sborsare per i gruppi consiliari, di eliminare la possibilità di aprire uffici territoriali a piacere su tutto il territorio regionale e di rinunciare al sistema previdenziale contributivo per i consiglieri regionali.

Come l’anno scorso, sulla legge di stabilità abbiamo provato a intervenire ancora sulle indennità dei consiglieri cercando di ridurle almeno del 15%, ma abbiamo anche cercato di eliminare le indennità di funzione e di ridurre il rimborso spese per l’esercizio del mandato del 70%.

E mentre loro hanno deciso di tenersi i privilegi, i nostri portavoce Patrizia Manzo e Antonio Federico hanno rinunciato a oltre 540 mila euro. Se tutti avessero fatto come loro, in questi 5 anni il Consiglio avrebbe risparmiato oltre 5 milioni 400 mila euro.

Ma tanti sono stati i temi dei nostri emendamenti.

Salute. Abbiamo tentato di rendere la legge sul Registro tumori qualcosa di concreto per la tutela della salute pubblica e non solo uno spot elettorale. Ad ottobre, infatti, il Consiglio regionale ha approvato la legge che istituisce i registri dei tumori, della mortalità e di altre patologie.

In quell’occasione la nostra Patrizia Manzo spiegò che il semplice varo della legge non avrebbe dato la svolta attesa da anni se non fosse stato seguito da una direttiva immediata della Giunta per rendere la legge davvero efficace. Per questo un emendamento del MoVimento 5 Stelle Molise ha chiesto il varo di un regolamento per il trattamento dei dati entro i 180 giorni dall’entrata in vigore della legge sui registri, quindi entro i prossimi tre mesi. Emendamento approvato.

Acqua. Ci siamo opposti con forza all’emendamento che prevedeva la modifica della ragione sociale di Molise Acque. Certo, bisogna garantire i diritti ai lavoratori dell’ente strumentale, ma un emendamento tanto delicato e qualsiasi modifica che riguarda l’azienda necessita di un adeguato approfondimento in vista della nuova gestione del servizio idrico integrato dell’Egam, imposta dallo Sblocca Italia.

Azzardo. Anche in questo caso abbiamo tentato di bloccare un emendamento che minava la legge regionale sul gioco d’azzardo e la ludopatia riducendo le zone sensibili entro le quali impedire la presenza di punti gioco. La maggioranza è andata avanti comunque, penalizzando centinaia di migliaia di cittadini che soffrono una patologia legata al gioco.

Ineleggibilità. Poi un passaggio sulla legge elettorale regionale che ha introdotto l’ineleggibilità per chi ricopre cariche politiche negli enti subregionali. Per candidarsi, queste persone si sarebbero dovute dimettere dall’incarico 90 giorni prima delle elezioni. Inizialmente, però, la legge prevedeva una deroga. Solo nel caso della prima applicazione della norma, chi avesse ricoperto incarichi politici avrebbe potuto dimettersi fino al giorno precedente alla presentazione delle liste visto che mancano meno di 90 giorni alle prossime elezioni. Tuttavia un emendamento della maggioranza ha esteso questa possibilità ad ogni applicazione della legge non solo alla prima. In questo modo ogni carica politica degli enti subregionali potrà fare campagna elettorale da una posizione sicuramente di forza.

Infrastrutture. Almeno in un caso il MoVimento 5 Stelle ha provato a votare favorevolmente una legge, quella che poteva chiudere l’assurda storia dell’Autostrada del Molise. Dopo anni, finalmente Frattura e company si sono accorti di quanto denunciamo da anni con ordini del giorno, interpellanze, mozioni e cioè che l’Autostrada è un progetto irrealizzabile per cui i molisani hanno pagato centinaia di migliaia di euro solo per reggerne il consiglio d’amministrazione. L’emendamento sul tema è stato bocciato grazie a diversi membri della maggioranza e del centrodestra.

Infine la vergognosa modifica del Piano casa: un provvedimento gravissimo perché adottato senza il coinvolgimento obbligatorio (previsto dallo Statuto regionale) del Consiglio delle autonomie locali; un provvedimento che liberalizza nuove colate di cemento in barba ai regolamenti vigenti e alla volontà dei Comuni. Anche in questo caso abbiamo provato da soli a fermare questo scempio.

Il Bilancio 2018 è passato con il NO deciso del MoVimento 5 Stelle Molise, ma le nostre proposte restano la nostra priorità per il futuro. Sono proposte chiare, semplici da attuare e, soprattutto, pensate per fare il bene dei cittadini.
Teniamo duro e realizzeremo tutte le nostre idee. Ora avanti con il programma a 5 Stelle!

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