Il porto di Termoli e l’immobilismo della Regione: SOS di Valerio Fontana


Da anni mancano quasi tutti i fondi destinati alla manutenzione della struttura che è in condizioni di completo degrado. Il nostro portavoce in Consiglio regionale ha presentato un accesso agli atti, ha fatto un sopralluogo e ha presentato un’interpellanza in Consiglio regionale

Il porto di Termoli versa in una condizione di degrado assoluto. Preoccupato dai tanti problemi riscontrati nell’importante infrastruttura, il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Valerio Fontana ha richiesto un accesso agli atti e ha scoperto che, da anni, i fondi destinati alla manutenzione del porto sono prossimi allo zero.

Per capire ciò di cui stiamo parlando, basti pensare che mentre in sede di Bilancio di previsione 2018 il servizio ‘Opere idrauliche e Marittime’ aveva indicato investimenti pari a 1 milione 429 mila euro per la fornitura di servizi al pubblico, alla fine sono stati stanziati appena 20 mila euro per il porto.

Nell’area portuale adriatica lavorano ogni giorno circa 600 persone e transitano, ogni anno, 200 mila turisti diretti alle Isole Tremiti. Ma l’intera zona presenta una serie di pericoli, dovuti all’indifferenza della politica regionale.

La strada di accesso all’area di imbarco è chiusa da mesi. Ciò comporta che pedoni, auto e mezzi pesanti transitino indistintamente sulla banchina, che pure presenta dei cedimenti. La sicurezza della viabilità è inoltre compromessa dalla segnaletica inadeguata e dal costante sgretolamento del muro paraonde.

Durante un sopralluogo, lo stesso Fontana ha documentato che il perimetro murario del porto è soggetto a crolli e sfaldamento, lasciando scoperti i cavi elettrici e l’armatura metallica arrugginita.
Superati questi ostacoli, le persone che raggiungono gli imbarchi si trovano ad attendere le navi in assenza di servizi minimi essenziali, come una copertura dal sole e dalle intemperie e i bagni pubblici.

In diversi punti dell’area sono poi accantonati rifiuti di ogni genere, anche quelli considerati pericolosi, come le taniche di oli esausti. Che macerano a cielo aperto, senza alcuna copertura o recinzione.

Infine, le bitte a cui vengono attraccate le imbarcazioni si presentano logorate lungo tutto il diametro. La preoccupazione che arrivino a staccarsi, durante le manovre, è concreta. Il rischio è che possano cadere rovinosamente sui pescherecci e colpire passanti o pescatori.

Valerio Fontana ha anche depositato una interpellanza in Consiglio regionale in cui chiede una risposta immediata sul futuro della struttura e dell’intera area da parte dell’assessore alle infrastrutture Vincenzo Niro e del Presidente della Regione Donato Toma: “Senza i fondi necessari alla manutenzione ordinaria – denuncia Fontana – il porto muore”.


Leggi l’interpellanza (clicca sul link)

Leggi gli atti (clicca sul link) 

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