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Quota 100, vi raccontiamo la rivoluzione del sistema delle pensioni

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Ecco tutti i dettagli della misura che ridisegna il sistema delle pensioni, che supera la legge Fornero e che toglie il tappo all’occupazione giovanile

Il Reddito di Cittadinanza è il punto nevralgico della nostra rivoluzione felice. Ma attorno ad esso ruota una serie di misure pensate per riattivare l’economia e ridare speranza a tanti cittadini. Una di queste è Quota 100 con cui ripensiamo il sistema pensionistico nazionale in maniera funzionale alla creazione di nuovi posti di lavoro. Ecco tutti i dettagli.

A CHI È RIVOLTA QUOTA 100?
Un milione di persone nel prossimo triennio potranno anticipare la pensione fino a 5 anni rispetto ai requisiti della legge Fornero.

I REQUISITI
Si offre a chi ha compiuto 62 anni e ha versato almeno 38 anni di contributi di andare in pensione anticipata rispetto ai requisiti della Fornero (che nel 2019 arrivano a 67 anni per gli uomini e 66 anni e 7 mesi per le donne). Un anticipo che può arrivare fino a 5 anni. I nonni possono tornare a fare i nonni, e non ci sarà alcuna penalizzazione sull’assegno mensile. Semplicemente si percepirà una pensione corrispondente ai contributi versati, che sarà inferiore a quella che si sarebbe ottenuta andando in pensione a 67 anni, ma sarà anche percepita per 5 anni in più. A conti fatti non c’è alcuna perdita e si offre semplicemente una grande opportunità ad almeno 1 milione di persone nel triennio 2019-2021.

Qualche esempio

  • Mario, un lavoratore di 62 anni che al 31 dicembre 2018 ha versato 38 anni di contributi, dal 1° aprile 2019 potrà dedicarsi ai suoi nipotini;
  • Vincenzo un dipendente pubblico che ha maturato i requisiti già nel 2018. Dal 1° agosto 2019 potrà andare in pensione e riceverà la prima rata da 30.000 euro del suo meritato Tfr;
  • Giovanna al 31 dicembre 2018 si ferma a 37 anni e 8 mesi di contributi. Potrà accedere alla finestra di aprile e andare in pensione dal 1° luglio 2019, passati 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.

E PER CHI NON HA I REQUISITI?
C’è ad esempio opzione donna, l’altro scivolo pensionistico anticipato, per alcune categorie di lavoratrici prorogato per tutto il 2019. Grazie a questa proroga le lavoratrici in possesso di almeno 35 anni di contributi maturati e un’età anagrafica di 58 anni (se dipendenti) o 59 anni (se autonome) possono accedere a questa opportunità di uscita dal lavoro anticipata.

Previsto anche il riscatto dei contributi. Ad esempio una donna di 55 anni, ma che ha versato solo 20 anni di contributi, nel 2019 potrà riscattare facilmente 5 anni di contributi non versati e avvicinarsi di molto alla pensione.

DA SAPERE

  • Stop scatti età: pensione non legata all’aspettativa di vita
  • È possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni
  • La pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo
  • La pensione è cumulabile con redditi da lavoro occasionale (5.000 euro massimo)
  • I dipendenti pubblici devono dare un preavviso di sei mesi
  • Fondo Bilaterale per il ricambio generazionale: si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un’assunzione
  • Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate)

LE NOVITÀ

  • È possibile andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne
  • Maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi
  • Ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita
  • I lavoratori precoci potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi
  • Il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti

MA QUALI SONO GLI OBBIETTIVI DI QUOTA 100?
Se anche solo la metà dei potenziali beneficiari scegliesse Quota 100 avremmo un boom della domanda di lavoro da parte delle imprese, con benefici per l’occupazione giovanile, una spinta alla produttività in alcuni settori e un forte disincentivo all’emigrazione. Così come il Reddito di Cittadinanza, Quota 100 non è una semplice legge, ma una riforma organica che affronta molti dei mali italiani.

E LE RICADUTE SUL SETTORE PUBBLICO?
La finestra per il pubblico si aprirà il 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 2018, e dal 1° settembre per gli insegnanti, così da garantire il turnover nella pubblica amministrazione e la continuità didattica nelle scuole. Anche i dipendenti pubblici che sceglieranno Quota 100 prenderanno il Tfr nel 2019, a partire da una rata di 30.000 euro, così come i privati. Per questi ultimi si potrà andare in pensione con Quota 100 già dal 1° aprile, o al più tardi da agosto.

QUAL È L’IMPATTO SULLE IMPRESE?
Quota 100 prevede anche un grande incentivo per le imprese: potranno mandare in pensione un lavoratore 3 anni prima dei requisiti di Quota 100, quindi a 59 anni, finanziando la differenza con i fondi che l’impresa ha a disposizione per la formazione interna, purché in cambio venga assunto un nuovo lavoratore. Insieme agli incentivi contenuti nel Reddito di Cittadinanza, è evidente la nostra attenzione per il mondo imprenditoriale.

Ma il decreto che contiene Quota 100, per la verità, si spinge molto oltre:

  • proroghiamo per tutto il 2019 l’Ape sociale, che consente ad alcune categorie svantaggiate di andare in pensione a 63 anni (con 30 o 36 anni di contributi);
  • blocchiamo l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita per i lavoratori precoci;
  • abbassiamo i requisiti per la pensione anticipata già in vigore (da 43 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 5 mesi per le donne si scende a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica);
  •  consentiamo agli under 46 di riscattare agevolmente la laurea e a tutti i cittadini di riscattare periodi di buco contributivo fino ad un massimo di 5 anni.

In definitiva: in 7 mesi abbiamo archiviato la legge Fornero offrendo tante, tantissime possibilità a tutte le categorie di lavoratori.

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