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Sanità, che fine ha fatto la Commissione speciale istituita in Consiglio?

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Ad oggi non si hanno tracce del lavoro svolto dalla Commissione regionale speciale sulla Sanità, uno strumento di studio e indirizzo in materia sanitaria, che potrebbe rivelarsi determinante in questo periodo. Con una nota formale ne ho sollecitato l’immediata attivazione anche per favorire un confronto costante con cittadini, associazioni e operatori del settore: bisogna partire da loro per trovare soluzioni e predisporre un’efficace programmazione.

di Andrea Greco, portavoce del M5S in Consiglio regionale 

La sanità, lo sappiamo bene, è la più grande tra le voci del bilancio regionale, oltre ad essere il ‘luogo’ dove lentezze, sprechi e l’atavica inefficienza, minano da sempre i principi costituzionali che ci sono tanto cari. Il gruppo del MoVimento 5 Stelle si batte ormai da due legislature affinché si esca quanto prima dal Piano di rientro per puntare ad una programmazione efficiente, che risponda alle esigenze dei cittadini e non a calcoli ragionieristici.

Per raggiungere questo obiettivo, stiamo facendo luce sui problemi che attanagliano interi comparti. Penso, ad esempio, alle consulenze legali e alla grossa fetta di budget anticipata ad alcuni privati per prestazioni rese a pazienti di fuori regione. Solo una seria ricerca della verità, delle cause profonde, può finalmente porre rimedio ad un debito che sembra non avere fine.

Per questo l’anno scorso, anche grazie alle nostre continue pressioni, la stessa maggioranza aveva parzialmente accolto le nostre perplessità, proponendo l’istituzione di una Commissione consiliare speciale sull’organizzazione del servizio sanitario regionale.

Per dirla in parole semplici, la Commissione temporanea aveva il compito di approfondire cosa non andasse nella sanità regionale e proporre soluzioni in vista dell’approvazione del nuovo piano operativo. Sarebbe stata un’ottima occasione per sviscerare gli aspetti contabili, oltre ai motivi del deficit che ci ha tenuti sotto scacco per anni, tanto da arrivare allo smantellamento di interi reparti.

In Consiglio regionale abbiamo votato di buon grado la proposta, che si è tradotta in una Legge regionale (la numero 13 del 13 novembre 2019), così come abbiamo raggiunto l’unanimità nel designare i membri che, per ciascun gruppo, avrebbero partecipato ai lavori della Commissione.

Ma da allora, fine 2019, non abbiamo più avuto notizie di quello che poteva rivelarsi uno strumento efficace di studio e indirizzo, sulla materia che più sta a cuore a noi, come a tutti i molisani. Dobbiamo pensare che si sia trattato dell’ennesimo gioco delle tre carte da parte di questa maggioranza, un modo per tenerci buoni?

Sulla sanità non è possibile attendere i tempi biblici della politica molisana, non possiamo aspettare che Toma e i suoi risolvano i problemi interni al centrodestra. In pratica, la maggioranza non rispetta le leggi regionali proposte e approvate da sé stessa.

Su questi argomenti, lo ripeterò all’infinito, occorre unità d’intenti. Nelle scorse ore ho depositato una nota di sollecito affinché si dia, finalmente, attuazione ad una norma potenzialmente buona. È vero, più che di una Commissione speciale, avremmo bisogno di una task force h24 per risolvere gli annosi problemi del sistema sanitario regionale.
Ma da qualche parte dovremo pur cominciare e la Commissione prevede tavoli di confronto con cittadini, associazioni e operatori del settore sanitario. E crediamo che, se vogliamo realmente dare risposta ai problemi del territorio, la partecipazione di chi lo vive, di chi vi opera, sia assolutamente necessaria.

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