MoVimento 5 Stelle Molise

Covid, le nostre soluzioni alle carenze della gestione Toma-Florenzano

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Nel recente Tavolo di confronto in Consiglio regionale sull’emergenza Covid abbiamo portato le nostre proposte: la rete territoriale deve essere potenziata; servono dati statistici più chiari che fotografino la realtà dei contagi ma anche dei posti letto disponibili; servono linee guida per i privati che effettuano i tamponi, più chiarezza sui test rapidi e maggiore comunicazione con i sindaci, troppo spesso lasciati soli. Ma procediamo con ordine.

La rete territoriale va potenziata, servono dati più ampi

Di Patrizia Manzo

Se c’è una differenza sostanziale nell’efficacia della risposta al Covid tra i diversi Paesi europei, essa è chiaramente legata alle reti territoriali.

In Molise l’assistenza territoriale è a dir poco lacunosa. Al Tavolo Covid si è parlato delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca): Toma e Florenzano ci hanno garantito solo ora l’attivazione di altre due Usca. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno dichiarato che entrambe avrebbero interessato la provincia di Isernia. Dichiarazioni trionfalistiche e allarmanti, a cui l’Asrem è dovuta correre ai ripari assegnando le nuove Usca ad Agnone (Is) e Riccia (Cb), che si aggiungono a quelle nei distretti di Termoli-Larino, Campobasso e Isernia. Sarebbe tuttavia importante capire i criteri utilizzati per la loro tardiva attivazione sul territorio regionale.

Non solo. Al Tavolo Covid ho segnalato l’assenza di elaborazioni statistiche che diano una fotografia chiara della situazione contagi in regione. In Emilia Romagna, per citare un esempio virtuoso, il report diffuso dalla Regione aggiorna non solo sui contagi, ma anche sui posti occupati negli ospedali rispetto a quelli disponibili, sulla distribuzione dei positivi per fascia d’età e sesso, sulla distribuzione dei positivi tra sintomatici e asintomatici. Ci è stato detto che in Molise si è predisposto un sistema “a fisarmonica”, in grado di aumentare all’occorrenza i posti letto che, quindi, non si possono semplicemente contare. Ma finora i dati forniti sono stati vaghi e ciò ha contribuito a diffondere un clima di incertezza e preoccupazione, tanto sulla stampa che tra i cittadini.

Ma al Tavolo mi aspettavo di ascoltare anche i Commissari ad acta per la sanità. Ciò sarebbe certamente avvenuto se si fosse concordata per tempo la disponibilità degli stessi. Invece si è preferito, ancora una volta, giocare allo scaricabarile in assenza di contraddittorio.

I Commissari ci avrebbero potuto dire qualcosa in più proprio sulla rete territoriale, visto che avevano presentato un Piano di riorganizzazione lo scorso 26 ottobre.

Il Piano richiamava un bando per l’affidamento dei servizi sul territorio da 49 milioni di euro, pubblicato da Asrem nel lontano febbraio 2018, che ci avrebbe assicurato una copertura del servizio per 36 mesi. Ora invece, in grave ritardo, Asrem mette una pezza con un affidamento diretto dei servizi per soli 30 giorni.

Oltre a questi, sono ancora tanti gli interrogativi da sciogliere sull’emergenza. Auspico perciò che il Tavolo Covid si tenga con la dovuta regolarità, ma anche che diventi un luogo dove proporre soluzioni ai tanti problemi e ritardi nella risposta alla pandemia. 

Chiarezza sui test rapidi e maggiore comunicazione con i sindaci

Di Angelo Primiani

Mi auguro che Toma e Florenzano valutino seriamente le gravi perplessità che abbiamo sollevato al Tavolo Covid regionale, nel solo interesse collettivo.

Iniziamo dai test rapidi: un eventuale caso positivo ai test antigenici effettuati in una clinica privata dovrebbe essere comunicato ad Asrem, che poi provvede ad effettuare il tampone molecolare ed eventualmente al contact tracing. Ma a quanto pare ciò non accade poiché manca un protocollo chiaro in tal senso. Di conseguenza può accadere che i dati comunicati da Asrem ai sindaci siano carenti e non corrispondenti alla reale situazione dei territori.

Per porre rimedio a questa confusione è necessario che la comunicazione ad Asrem dei casi positivi avvenga direttamente e costantemente da parte dei privati. È inoltre necessario che l’Azienda sanitaria regionale valuti le cliniche realmente in grado di fornire questo servizio di monitoraggio.

Se è vero che i test molecolari sono gli unici certificabili ed utilizzabili per il rilevamento dei dati, è altrettanto vero che i test rapidi potrebbero fungere da ausilio nello screening massivo e supportare le attività di monitoraggio e contact tracing. Invece, in assenza di indicazioni, accade che alcuni sindaci siano costretti a fare appello ai singoli cittadini per avere reale contezza della circolazione del virus sul territorio.

Altra questione urgente: la Regione dovrebbe fare di tutto per evitare nuovi cluster all’interno delle Case di riposo. Si potrebbe quindi prevedere l’acquisto dei test antigenici e distribuirli tramite la Protezione Civile o predisporre velocemente un bando, con relativa quota di cofinanziamento regionale. Solo un monitoraggio costante, con cadenza almeno settimanale, potrebbe aiutare ad isolare eventuali positivi e scongiurare il contagio in massa degli anziani ospiti.

Protocolli chiari per scuole e tribunali; cardiologia di Agnone a rischio interruzione: sono pronto a denunciare

Di Andrea Greco

Nello scorso Tavolo Covid regionale ho riportato le preoccupazioni sui protocolli in caso di infezioni nelle scuole e nei tribunali, che rischiano la paralisi al primo caso di positività. Le famiglie degli studenti venuti a contatto con un positivo devono avere indicazioni chiare e non rimettersi al buonsenso. Così come nei tribunali si devono avere protocolli rigorosi, mentre Florenzano rimanda a regolamenti interni delle strutture.

Una maggiore chiarezza va fatta anche in merito ai posti disponibili tanto in malattie infettive che in terapia intensiva. Non mi convince l’idea che Asrem si nasconda dietro al “sistema a fisarmonica” (l’attivazione di posti letto all’occorrenza) per non comunicare quanti posti sono occupati sul totale dei disponibili. Bisogna avere una indicazione chiara e univoca.

Ho approfittato del Tavolo Covid anche per denunciare quanto ho appreso in alto Molise. Voci attendibili mi riportano il rischio d’interruzione dell’ambulatorio di cardiologia ad Agnone, un altro servizio salvavita che rischiamo di non fornire più a cittadini già isolati geograficamente.

A tal proposito, ho detto a chiare lettere al Direttore generale Asrem Florenzano di essere pronto a denunciare chiunque, incluso lui, nel caso in cui si prefiguri un’interruzione di pubblico servizio. Non si può né permettere né avallare la sospensione, anche per un solo giorno, dell’importante servizio ambulatoriale.

Nessuno, tantomeno i vertici Asrem, possono sottovalutare gli innumerevoli problemi vissuti quotidianamente dai residenti delle aree interne. A chi è lautamente pagato con soldi pubblici, ricordo che la loro mission resta quella di garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie indispensabili, dalla costa all’ultimo dei comuni dell’entroterra.

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