MoVimento 5 Stelle Molise

Guide turistiche, la Regione Molise smetta di alimentare false aspettative

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La Regione Molise ha pubblicato di recente un bando per l’accesso ai corsi di formazione per guide e accompagnatori turistici. Corsi che, però, non offriranno ai nostri ragazzi nessuna concreta opportunità lavorativa, né una vera abilitazione all’esercizio di questa bellissima professione perché, allo stato dei fatti, il Molise è vittima di uno stallo normativo paradossale. Ecco il motivo dell’impegno che ho voluto sottoporre ieri in Consiglio al presidente Toma, approvato all’unanimità dall’Aula: serve attivarsi, e subito, in Conferenza Stato-Regioni per risolvere la problematica e consentire ai giovani molisani di abilitarsi e svolgere la professione regolarmente.

di Angelo Primiani

In pratica, allo stato dei fatti, la Regione promuove corsi di formazione per guide e accompagnatori turistici, ma il tutto si risolve in un clamoroso buco nell’acqua, oppure nell’esercizio abusivo della professione. Insomma, vengono alimentate delle false aspettative in quegli stessi giovani che, in assenza di opportunità reali di lavoro, si vedono poi costretti a lasciare il Molise.

Io stesso mi sono occupato più volte della questione negli ultimi anni, proponendo corsi abilitanti dopo ben 12 anni di immobilismo da parte della Regione. Ma nel frattempo la giurisprudenza ha chiarito espressamente che la competenza, in materia di turismo e guide turistiche, è dello Stato centrale. Dunque le Regioni non possono provvedere in autonomia alla formazione delle guide e al rilascio di titoli validi su tutto il territorio nazionale

Parta dal Molise lo stimolo a superare il vulnus normativo

Attualmente, il Ministro Franceschini sta lavorando ad un disegno di legge per disciplinare l’abilitazione delle guide, suscitando però forti critiche da parte delle associazioni di categoria. In questa bozza si sostiene, in sostanza, che lo Stato debba dettare criteri e modalità di svolgimento delle prove, demandate poi alle Regioni. Ma questo potrebbe creare disparità territoriali, superabili con un esame di Stato uguale per tutti.

Insomma, bisognerebbe intervenire con un riordino organico della normativa, piuttosto che fossilizzarsi su un impianto normativo vecchio e abbondantemente superato, come la legge 97 del 2013 a cui si rifanno le diverse proposte depositate in parlamento. A quei tempi, per dirne una, non esisteva gran parte degli strumenti informatici che dominano oggi il settore.

In questo caos normativo, a farne le spese è soprattutto il Molise. Le altre regioni si sono già mosse da tempo, formando un esercito di guide turistiche, già operanti sul territorio. Da noi, le 50 guide censite nei primi anni 2000 si sono ridotte negli anni a poche unità, tra pensionamenti e trasferimenti fuori regione. E, come ho ripetuto più volte, da 12 anni non formiamo nuove guide. Ecco perché credo sia fondamentale che parta dal Molise una seria riflessione sul tema

Approvata all’unanimità la mia proposta

Ieri ho presentato in Consiglio regionale una proposta di buon senso, accolta col voto unanime dell’Aula. Ora il presidente Toma dovrà stimolare la Conferenza Stato-Regioni affinché trovi il modo di superare questo vulnus normativo, anche facendo pressioni sui ministeri romani.

Solo così, sfruttando le enormi potenzialità di un settore in crescita com’è il turismo, i nostri giovani potranno ancora sognare un futuro lavorativo in Molise.

 

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