MoVimento 5 Stelle Molise
somme accantonate dai portavoce M5S Molise

Assunzioni in Regione, i bandi sono illegittimi

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I bandi appena annunciati per le assunzioni alla Regione Molise risultano impugnabili per ben sette vizi di forma. Parliamo delle Determine dirigenziali n. 97 e n. 98 del 08/10/2019, a firma del Direttore del III Dipartimento: il primo riservato al personale dipendente di ruolo della Regione Molise, finalizzato alla progressione verticale di carriera; il secondo concorso, per titoli ed esami, bandisce 10 posti da dirigente dell’amministrazione regionale, di cui 5 riservati al personale interno.

Entrambi i bandi presentano una serie di vizi che, come già segnalato dai sindacati, li rendono potenzialmente e agevolmente impugnabili.

Prima di tutto gli avvisi non prevedono la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Eppure il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, si è espresso in maniera inequivocabile in materia di concorsi e con due sentenze, la n. 5298/16 e la 227/16, ha definito illegittimo qualunque bando di concorso non pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Non risulta poi esperita la procedura per il personale della pubblica amministrazione collocato in disponibilità biennale. La legge, invece, prevede che la copertura di posti messi a concorso sia subordinata all’esito negativo della suddetta procedura e, in caso contrario, considera nulle le assunzioni effettuate.

Ancora: l’articolo 26 della legge regionale 10/2010, che disciplina l’accesso alla qualifica dirigenziale, non contempla il ricorso alla selezione ‘per titoli ed esami’. Sulla stessa materia interviene anche il regolamento regionale n. 3 del 2003, che prevede almeno due prove scritte e un colloquio, mentre l’avviso che abbiamo avuto modo di esaminare prevede una sola prova scritta.

Il nuovo Statuto regionale vincola poi l’amministrazione regionale all’individuazione dei ruoli e dei profili professionali necessari alla determinazione dei nuovi assetti organizzativi, sulla base dei quali è possibile individuare risorse e criteri di scelta. Ma a tal proposito, l’art. 10 del bando, riferito alla ‘Commissione giudicatrice’, non pare in linea con il dettato normativo.

Infine l’art. 12, che disciplina la ‘Valutazione aggiuntiva dei candidati’ ai fini della valutazione dei titoli, non è conforme alle previsioni del Dpcm 78/2018 che stabilisce, appunto, ‘i titoli valutabili nell’ambito del concorso per l’accesso alla qualifica di dirigente e il valore massimo assegnabile, ad ognuno di essi’.

Al di là dei tecnicismi, tutte quelle evidenziate sono anomalie che potrebbero pregiudicare la regolarità delle procedure, arrecando un danno economico all’Ente, con l’esposizione agli eventuali ricorsi da parte dei legittimi interessati. Inoltre, da un punto di vista politico, la ‘leggerezza’ con la quale si predispongono i bandi nella nostra regione rappresenta uno tra i mali assoluti che ne impediscono una crescita sana. La faccenda si fa ancora più grave, alla luce di quanto dichiarato in Consiglio regionale dagli stessi consiglieri di maggioranza. In particolare, ci riferiamo all’intervento di Andrea Di Lucente, che ha denunciato di aver ricevuto telefonate ed email anonime nelle quali si davano per certi i 5 nomi dei dirigenti interni che avrebbero passato le selezioni. Una denuncia da portare in Procura, come ha sottolineato un altro consigliere di maggioranza, Massimiliano Scarabeo.

Da portavoce del MoVimento 5 Stelle, che fa da sempre dell’onestà il suo faro, aggiungiamo: il solo dubbio che procedure importanti come i concorsi possano essere viziate in partenza, il solo sospetto che ci siano dirigenti talmente ‘potenti’ da condizionare le scelte dei rappresentanti del popolo, come dichiarato dallo stesso Di Lucente, meritano una seria riflessione e tutti gli accertamenti del caso. In pieno spirito di leale collaborazione, abbiamo portato in aula una mozione per chiedere al Presidente Toma di annullare gli avvisi pubblici in autotutela, così da correggerne i vizi e pubblicarli nuovamente, nei modi e nei tempi previsti dalla legge. Una cosa è certa: continueremo a vigilare su qualunque irregolarità, anche solo potenziale, nell’interesse della Regione e, soprattutto, dei cittadini molisani.

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