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Bilancio, ecco i ‘Toma bond’: 40 milioni di mutuo a carico dei molisani

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Non c’è limite al peggio: ai 500 milioni di euro di disavanzo emersi in questi giorni, si aggiungono ufficialmente altri 40 milioni, sotto forma di mutuo. Per la precisione, parliamo dell’autorizzazione concessa dal Consiglio alla Giunta per contrarre mutui o obbligazioni. Ma la cosa grave è che si tratta di un mutuo con ‘delega in bianco’: si permette all’Esecutivo di addossare questo nuovo debito sulle teste dei molisani, ma senza specificare il Piano di investimenti che si vuole perseguire.

Come verrà utilizzato questo nuovo mutuo?

Sarà la Giunta a disporre a proprio piacimento di questi 40 milioni, con generiche finalità di ‘investimento’. Nel documento approvato in Aula c’è un breve rimando a presunti investimenti triennali, con priorità rivolta agli enti locali. Come a dire: ci potremmo rifare qualche strada, ma decideremo in seguito come utilizzare realmente questi soldi. Continuiamo a pensare che si tratti di un semplice escamotage per contrarre obbligazioni senza passare per il parere dei revisori dei conti.

Un simile impegno andrebbe infatti iscritto regolarmente al Bilancio, indicando ovviamente le finalità e rimettendosi al giudizio dei revisori, che molto probabilmente rispedirebbero al mittente questa scelta dubbia. Nel frattempo, mentre i costi della politica restano altissimi, a pagare le spese di questi futuri ‘debiti’ saranno i cittadini molisani.

Il Molise è vittima di un Governo regionale inconcludente

La maggioranza ha dimostrato, ancora una volta, un totale disinteresse verso obiettivi come la transizione ecologica, la digitalizzazione, la promozione dell’economia circolare, il sostegno alla cultura e la valorizzazione del turismo sostenibile. Tutti temi che abbiamo provato a riportare in Aula e che sono stati bocciati.

Ancora, abbiamo provato a sopperire alla totale assenza di pianificazione di questo Governo regionale. È assurdo parlare di ‘investimenti futuri’ se il Molise non ha ancora un Piano paesaggistico, un Piano discariche, un Piano cave, mentre il Piano rifiuti è scaduto e il Piano energetico è privo dei regolamenti attuativi. Abbiamo provato a proporre una legge urbanistica regionale che contrasti il consumo di suolo.

Si rischia, di contro, una sorta di deregolamentazione dei progetti che rischiano di impattare sull’ambiente. In un emendamento della maggioranza, infatti, si prevede che la verifica di assoggettabilità alla Vas (Valutazione Ambientale Strategica) sia gestita in via prioritaria dai Comuni. È chiaro che gran parte dei Comuni molisani non ha mezzi e personale qualificato per procedure così complesse. Ciò si tradurrà in un via libera preventivo a qualunque progetto che rischi di arrecare danni al nostro territorio, salvo poi passare per il controllo degli altri enti competenti, come la Regione.

Resta ancora in sospeso la già annunciata riforma del Trasporto Pubblico Locale. Quella proposta a dicembre 2019 dall’assessore Niro venne sostanzialmente bocciata. Passò la nostra proposta per un lotto unico ed una procedura di gara aperta ai grandi gruppi internazionali. La rivoluzione nei nostri vetusti trasporti è rimasta finora nel cassetto. Ma oggi viene ripresa e peggiorata: il lotto unico viene sostituito con il bacino unico di mobilità, che apre potenzialmente ai due lotti bocciati nel 2019.

Quali saranno le conseguenze di queste pessime scelte?

Il risultato del Bilancio in via di approvazione sarà che avremo una regione ancora più indebitata e in difficoltà, con gli stessi, pessimi servizi. Mentre l’Esecutivo ha portato in Aula una manovra priva di un preciso programma di investimenti. Non ci resta che constatare che il futuro del Molise è affidato ad alienazioni e mutui per coprire in malo modo le inefficienze del Governo Toma e delle passate amministrazioni.

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