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Bilancio: il centrodestra guarda già al voto, ma ormai è ai titoli di coda

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Il Bilancio 2022 ha il sapore di un minestrone insipido, che sazia solo gli appetiti personali dei consiglieri di maggioranza, ma non dà risposte alle reali esigenze dei molisani. Restano tanti i problemi inevasi, dalla sanità ai trasporti, passando per le categorie più deboli. Ciliegina sulla torta, il blitz notturno per modificare la legge elettorale senza il minimo confronto. Il centrodestra si compatta sulla salvaguardia delle poltrone e dei lauti stipendi.

L’intera sessione di bilancio è stata caratterizzata dal tentativo disperato del centrodestra di mantenersi in vita.

Parola d’ordine: accontentare gli appetiti elettorali

Con la trovata dei maxi emendamenti hanno tentato di mettere tante toppe inutili al buco generato dall’assenza di programmazione. O, più semplicemente, hanno dovuto soddisfare gli ‘appetiti’ di tutti i falsi dissidenti interni. Hanno approvato dei veri e propri ‘regalini elettorali’ ed impedito ogni forma di confronto. Ciliegina sulla torta, dopo il siparietto del nascondino, è stata senza dubbio la modifica della legge elettorale. Facendolo nottetempo e senza un minimo di concertazione, il centrodestra ha dimostrato di essere un leone ferito che attacca per paura di soccombere. Dal canto nostro, abbiamo portato nel dibattito delle soluzioni serie ai problemi reali che attanagliano i molisani, ma la quasi totalità delle nostre proposte è stata respinta.

Inascoltati su Sanità e Trasporto pubblico locale

Sulla sanità abbiamo proposto di intensificare i controlli sulle prestazioni erogate dai privati accreditati ed una grande operazione di trasparenza: sugli accrediti dei privati e sui rimborsi, sulla cura dei pazienti di fuori regione e sugli affidamenti diretti di servizi. Volevamo anche dare seguito ai pareri espressi dall’Autorità nazionale anticorruzione, finora ignorati. Ma questa maggioranza non vuole controllori, vuole agire senza ostacoli e senza dare conto dei propri errori. Sul trasporto pubblico locale, di cui si promette un bando per il gestore unico da anni, qualcosa si è mosso. Da anni proponiamo di rivedere i contratti con le ditte, fissando criteri che premino la qualità del servizio e la tutela di pendolari e lavoratori del settore. Le nostre pressioni hanno portato ad un primo impegno per correggere i meccanismi di rimborso, collegandoli ai controlli dei biglietti emessi. Controllo che, tuttavia, è ancora lontano dall’essere praticato. Buona l’intenzione, ma tutto rimandato.

Film Commission, una buona idea che nasce già morta

Alcune tra le nostre proposte sono state accolte, è vero, spesso bocciando e riproponendo gli impegni per assumerne la paternità. Com’è stato per la Film Commission, ignorata per anni ed ora presentata ‘a modo loro’, cioè ignorando tutti i suggerimenti di chi opera nel settore.

Le nostre proposte accolte in Aula

Abbiamo impegnato il Presidente ad interrompere il circolo vizioso che ci vede pagare milioni di euro di interessi per i derivati, sottoscritti negli anni 2000. Abbiamo ottenuto piccoli segnali nell’ambito dei diritti civili e contro la violenza di genere. Dopo una prima, strumentale bocciatura, è stato incrementato il finanziamento delle Pro Loco, fondamentali per garantire servizi turistici di base sul territorio. Abbiamo anche ottenuto l’istituzione di un fondo per la copertura dei disegni di legge: sono tantissime le proposte di legge bloccate nelle rispettive commissioni, perché non trovano copertura. C’è stato, infine, un minimo finanziamento per il Parco dell’olivo e per i Consorzi di bonifica. Ma non c’è da cantare vittoria: sono ancora troppe le azioni di buonsenso che neanche gli appetiti elettorali hanno suggerito al centrodestra di cogliere. Chiedevamo ad esempio di sottrarre risorse agli enti che hanno esaurito la propria missione, per destinarle a scopi più meritevoli. Due esempi. Le aziende autonome di soggiorno e turismo, nate negli anni ‘60, sono state abolite in tutta Italia vent’anni dopo. In Molise l’Aast persiste e drena risorse a chi porta avanti servizi turistici sul territorio. Le Comunità montane sono inutili carrozzoni, in liquidazione da circa 11 anni. Il loro unico scopo: chiedere la quota d’iscrizione ai Comuni e pagare i lauti stipendi dei commissari liquidatori. Eppure vengono continuamente rifinanziate, anche quest’anno.

Fasce deboli e studenti ancora dimenticati

Abbiamo chiesto risorse aggiuntive per i fondi destinati alle malattie rare e al diritto allo studio, snellendo le procedure amministrative. Abbiamo anche tentato di porre rimedio al dramma vissuto dalle famiglie per il caro bollette, attraverso un fondo speciale. Invece, per accontentare le richieste dei membri di ‘maggioranza’, non hanno trovato risorse per aiutare i molisani sottoposti a trapianto, né quelli bisognosi di medicine di Fascia C, nonostante le promesse fatte in questi mesi ai cittadini che protestavano fuori dai Palazzi.

Il centrodestra è ai titoli di coda

È ormai chiaro ed evidente, come hanno confermato i tanti ‘conclave’ di maggioranza, ma anche le tante proposte della giunta bocciate clamorosamente in Aula, che questo centrodestra è ai titoli di coda. Ci sono stati persino voti contrari ritrattati solo quando risultavano determinanti: un teatrino che, a nostro avviso, manca di rispetto a tutti i molisani. L’unico obiettivo di questo bilancio, lo ribadiamo, era probabilmente dare con una mano e togliere con l’altra, nella speranza di strappare qualche consenso in vista delle elezioni. Oltre, ovviamente, all’incredibile cambio delle regole del gioco, sperando così di sopravvivere. In estrema sintesi: erano troppi gli appetiti elettorali da soddisfare, ma le grandi assenti erano – ancora una volta – le idee per migliorare la vita di tutti i molisani.

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