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Coronavirus ed economia, le nostre proposte a tutela di famiglie e imprese

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Per affrontare la crisi economica, legata a doppio filo all’emergenza sanitaria, servono misure urgenti ed efficaci. Il rilancio dell’economia regionale è una priorità per aiutare le imprese e le famiglie, che più di tutti soffrono a causa dell’epidemia da coronavirus. Abbiamo allora concentrato i nostri sforzi per individuare gli strumenti più opportuni e li abbiamo presentati in una conferenza stampa telematica. Una serie di azioni da mettere in campo subito, in ogni spazio di confronto istituzionale che si aprirà, a partire dall’approvazione del Bilancio di previsione 2020, ormai prossimo alla discussione. Tra le prime cose da fare, c’è lo sblocco dei 4 milioni di euro di fondi “dormienti”, che giacciono nelle casse di Finmolise.

Sono tanti gli strumenti che abbiamo individuato per affrontare i problemi di imprese e famiglie. Vediamoli insieme, con le relative coperture finanziarie.

Nuovi strumenti economici a sostegno delle imprese

Proponiamo l’istituzione del Fondo Rotativo per la spesa corrente, da alimentare con risorse regionali, nazionali e comunitarie al fine di consentire l’accesso al credito alle imprese per un pieno rilancio produttivo. Credito da restituire a tasso zero in dieci anni.

Occorre poi un Fondo di Garanzia Regionale per le operazioni sul capitale circolante, ad esempio per il consolidamento di posizioni debitorie, l’acquisto di scorte, il rifinanziamento del debito e altre operazioni simili. Vanno concesse garanzie regionali per l’erogazione di prestiti a tasso zero tramite intermediari finanziari convenzionati con FinMolise. In alternativa, si potrà cercare di intervenire sulla misura pensata dal governo regionale secondo due direttrici: riconoscendo un privilegio ai soggetti non bancabili e garantendo modalità di rimborso agevolate con un piano di ammortamento a lunga scadenza. Inoltre,sarà necessario ampliare lo statuto di FinMolise per consentire l’accesso alle misure anche agli imprenditori agricoli e agli allevatori.

Si può pensare di creare un Voucher Made in Molise, una sorta di fondo per il sostegno alle produzioni agroalimentari locali. Possono richiedere il voucher (pari al 50% dell’acquisto) tutte le piccole imprese artigiane localizzate sul territorio molisano che intendano acquistare e rifornirsi di prodotti realizzati in Molise.

Misure per sostenere le spese di imprese e famiglie

Sarà necessaria un’operazione in termini di decontribuzione: ai soggetti passivi del pagamento Irap va sospesa la corresponsione dell’aliquota regionale, nella misura del 100%.

Auspichiamo una estensione dei termini fino a settembre 2020 per il pagamento del bollo auto. Stesso discorso per il controllo sulle caldaie, con la sospensione degli accertamenti e del pagamento delle sanzioni.

Sostegno alle spese fisse degli esercizi commerciali e delle botteghe artigiane. Le spese fisse che gravano sulle attività chiuse a causa dell’epidemia sono principalmente due: affitto e utenze (luce, gas). La Regione, con la compartecipazione dei Comuni, dovrebbe sostenere artigiani e commercianti sui quali gravano queste spese fisse. I Comuni potrebbero adottare  provvedimenti come la riduzione dell’aliquota Imu in favore dei proprietari di locali commerciali che accettino di ridurre i canoni di affitto nel periodo di chiusura; inoltre potrebbero rimborsare una quota delle utenze maturate nei mesi interessati dall’emergenza. La Regione, inoltre, potrebbe impegnarsi a rimborsare parte degli stanziamenti ai Comuni che decidono di aderire all’iniziativa, sempre su precisa rendicontazione ed individuando le necessarie coperture.

Sarebbe quanto mai doveroso, per tutti i cittadini in difficoltà, integrare il Fondo di solidarietà alimentare già istituito dal Governo Conte. Chiediamo dunque alla Regione di incrementare i 2,5 milioni di euro concessi al Molise con almeno altri 500.000 euro di fondi regionali.

Dobbiamo varare da subito misure per le aziende di qualità, fornendo liquidità immediata alle imprese molisane ad alto valore aggiunto (progettazione digitale, meccanica di precisione, informatica) che rischiano di perdere, nel caso in cui l’emergenza dovesse durare ancora a lungo, valore strategico e know-how. Potrebbero essere premiate le società con un costo del lavoro superiore al 50% sul bilancio totale.

Sbloccare e rimodulare le risorse economiche inutilizzate

Altro denaro utile a rilanciare l’economia molisana può venire dallo sblocco di risorse economiche “dormienti”, come i fondi non utilizzati da FinMolise a partire da novembre scorso. Si tratta di circa 4 milioni di euro, che vanno immediatamente riprogrammati poiché liberi da vincoli.

Anche in questo caso, abbiamo delineato un quadro completo delle somme disponibili che potrebbero essere riprogrammate:

  • Fondo speciale di intervento a sostegno delle aziende molisane fornitrici delle società del Gruppo IT Holding, in amministrazione straordinaria. Costituito con fondi FSC, risulta avere una disponibilità liquida di 421.053 euro a fronte di impegni stimati per 62.863 euro;Fondo unico anticrisi, il primo fondo di garanzia attivato con risorse FESR, che attualmente risulta inattivo e ha una disponibilità liquida di 13.433.266 euro a fronte di garanzie rilasciate ancora in fieri per 7.332.156 euro;
  • Fondo Energia POR FESR 2007-2013 per rendere energeticamente più efficienti gli edifici pubblici, attualmente inattivo, che ha una disponibilità liquida di 1.435.058 euro a fronte di impegni per soli 21.228 euro;
  • Fondo Piccoli prestiti alle microimprese ‘Mi fido di te‘, una misura che è stata riattivata in un nuovo fondo, tuttavia le risorse di questa prima gestione sono ancora ferme e non riprogrammate. Attualmente il conto ha una disponibilità liquida di 1.997.124 euro a fronte di impegni stimati per 67.930 euro;
  • Fondo Programmi di Innovazione per le PMI operanti in Molise, attivato con fondi FSC, attualmente ha una disponibilità liquida di 662.992 euro a fronte di impegni stimati per 4.287 euro;
  • Fondo unico anticrisi, ovvero una nuova tranche del primo conto, attivato sempre con fondi FESR, che attualmente ha una disponibilità di 2.382.153 euro a fronte di garanzie ancora in piedi per 436.530 euro.

Altre misure urgenti

E ancora, in merito al comparto Turismo, tra i più penalizzati dall’emergenza sanitaria, proponiamo l’azzeramento dei canoni delle concessioni demaniali e dell’Irap per le aziende del settore. Sarà necessario, al contempo, rimodulare e rilanciare l’offerta turistica dell’intero territorio regionale, tramite campagne mirate sui social e sugli altri canali di comunicazione.

Non da ultimo, dovremmo prevedere urgentemente:

  • l’immediato sblocco dei fondi della Cassa integrazione in deroga per i lavoratori ex Ittierre.
  • l’accelerazione e la cantierabilità dei lavori pubblici programmati, liquidando alle aziende i crediti e fondi che vantano con la pubblica amministrazione regionale, nazionale e comunitaria;
  • il monitoraggio delle possibili attività illecite delle organizzazioni criminali che, approfittando della carenza di liquidità delle imprese, potrebbero sfruttare pratiche quali l’usura e della gestione in nero di lavoratori da impegnare nei comparti agricoli e delle attività ricettive.

Infine, torniamo a chiedere, ora più che mai, il taglio degli stipendi dei consiglieri regionali. Soldi da devolvere alle strutture sanitarie impegnate in prima linea per arginare l’emergenza, ma anche a chi, in un momento di recessione economica, non sa come andare avanti. Sarebbe, finalmente, un gesto doveroso.

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