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Covid, troppi dubbi sulla gestione dell’emergenza nelle case di riposo

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Abbiamo depositato una interrogazione urgente in Consiglio regionale per fare luce sul trasferimento degli ospiti delle case di riposo di Cercemaggiore e Agnone nel presidio ospedaliero Santissimo Rosario di Venafro, e per accertare la tutela di operatori e anziani in tutte le strutture molisane.

Sono tanti gli aspetti che Asrem e Regione sono chiamate a chiarire in merito a quanto accaduto nei giorni scorsi, sulla situazione attuale nelle case di riposo e sulle misure previste per il futuro in questo ambito, dato che in Molise queste strutture accolgono circa 1800 anziani.

Le segnalazioni che abbiamo raccolto da parte di cittadini e operatori hanno delineato una serie di carenze sotto vari aspetti nella gestione dell’emergenza legata alle case di riposo e non solo. Ad esempio:

  • inadeguatezza dei dispositivi in dotazione ai presidi ospedalieri per fronteggiare l’emergenza, come scarsità di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari;
  • poca trasparenza in merito ai piani da adottare nelle varie fasi del Piano di contenimento del virus, anche in riferimento all’ordine in cui tali strutture verranno coinvolte nella gestione dell’emergenza;
  • inadeguatezza della quantità dei tamponi processati;
  • tardività con cui vengono trasmessi i dati accertati dopo i tamponi ai pazienti che risultano positivi e non;
  • tardivo avvio delle procedure per il reclutamento del personale medico e infermieristico;
  • per le categorie degli infermieri e degli OSS, prevedere assunzioni con contratti a Partita Iva limita la platea dei potenziali interessati, considerando gli elevati oneri da sostenere a fronte di un periodo lavorativo limitato;
  • mancanza di percorsi dedicati ad operatori e personale medico che frequentano le case di riposo, abitualmente o in fase di gestione delle emergenze;
  • assenza di comunicazione tra l’Unità di crisi e il Consiglio regionale;
  • assenza di una comunicazione istituzionale univoca, corretta e tempestiva, capace di informare e rassicurare i cittadini in tutte le fasi dell’emergenza.

A questo si aggiunge la denuncia di alcuni familiari dei 18 anziani delle case di riposo di Agnone e Cercemaggiore, che non sarebbero stati informati dall’Asrem sul trasferimento dei loro congiunti nella struttura ospedaliera di Venafro.

Come detto, abbiamo depositato in Consiglio regionale una interrogazione per far luce su ogni aspetto della vicenda e non solo.

Nello specifico vogliamo sapere:

  1. se la struttura sanitaria di Venafro sia stata preventivamente predisposta con i necessari      adeguamenti strutturali, tecnici e funzionali per accogliere al meglio i pazienti; 
  2. se il personale medico sia stato adeguatamente formato e protetto per affrontare l’emergenza;
  3. se davanti all’ipotetico aggravarsi delle condizioni di salute dei pazienti, o difronte alla necessità di terapia intensiva, gli ospiti saranno trattati in loco o trasferiti altrove; 
  4. se i familiari siano stati preventivamente informati dei trasferimenti in altra struttura; 
  5. quali sono le misure che i vertici di Asrem e Regione intendono adottare per prevenire analoghe  situazioni nelle altre case di riposo e nei centri di accoglienza regionali; 
  6. quali forme di assistenza si intendano attuare per gli assistiti;
  7. quali le misure decise per abbattere il rischio di contagio;
  8. quali le azioni studiate per garantire assistenza e tutela della sicurezza per chiunque debba fruire     delle prestazioni sanitarie in ciascuna struttura della regione.

Chi gestisce l’emergenza ha il dovere politico, tecnico e morale di fornire chiarimenti su ogni minimo aspetto che possa interessare cittadini e operatori sanitari e ha il dovere di farlo subito. A maggior ragione deve farlo perché di mezzo ci sono la salute e la tutela delle persone più fragili, i nostri ‘nonni’: le nostre radici, la nostra memoria, la nostra storia.

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