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somme accantonate dai portavoce M5S Molise

Giornata della Memoria: il ricordo, l’impegno e un messaggio di speranza

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Sono trascorsi 17 anni da quella mattina del 31 ottobre 2002. L’orologio si fermò alle 11.32 quando, dopo una notte di leggere scosse, ci fu quel maledetto terremoto che, oltre a terrorizzare migliaia di persone, rase al suolo la scuola elementare ‘Francesco Jovine’ di San Giuliano di Puglia. Sotto le macerie morirono 27 bambini e una maestra.

Una tragedia rimasta nell’immaginario collettivo. Una tragedia suggerita da un evento naturale, ma appesantita drammaticamente dall’errore umano: quella scuola era stata ristrutturata da poco.

Da allora, per il Molise il 31 ottobre di ogni anno è il Giorno della Memoria, perché la nostra terra non vuole, non può e non deve dimenticare.

Ma per rispettare il dolore di tante famiglie e per non dimenticare i 27 angeli e la loro maestra, le parole non bastano, servono i fatti.
La sicurezza delle scuole, la possibilità di poter garantire ai nostri bambini, ai nostri ragazzi, edifici sicuri dove studiare ogni giorno per diventare uomini e donne, deve essere prioritaria.
Per questo salutiamo con favore la cosiddetta norma Fraccaro che stanzia 500 milioni di euro a favore di tutti i Comuni che, in base al numero di abitanti, riceveranno tra i 50.000 e i 250.000 euro da spendere anche per la sicurezza degli edifici scolastici.

Siamo i primi a essere consapevoli che non basta per risolvere i problemi ormai cronici connessi alla vulnerabilità ancora di troppe scuole molisane, ma lo vediamo come un punto di partenza.

Parco della memoria 2019 - San Giuliano di PugliaE simbolicamente fanno piacere anche le presenze alla Giornata della Memoria del viceministro dell’Istruzione, Anna Ascani, e del presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, Luigi Gallo, primo firmatario di una proposta di legge proprio sulla sicurezza degli edifici scolastici.
Chi, negli ultimi anni, è stato a San Giuliano di Puglia il 31 ottobre può testimoniare l’emozione di una giornata che lascia il segno, nella testa e nel cuore. Speriamo che ciò accada portando con sé nuove e concrete azioni per migliorare la sicurezza dei nostri studenti.

Ma anche in Regione dobbiamo fare di più. Lo scorso anno il nostro impegno sul tema è confluito in un piano d’interventi per il monitoraggio degli istituti molisani varato all’unanimità in Consiglio regionale e che prevede tante iniziative:

– completamento, continuo aggiornamento e massima trasparenza dell’Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica;
– assistenza ai Comuni nella fase di raccolta dati e utilizzo delle risorse;
– adesione a una task force presso l’Agenzia della Coesione Territoriale;
– varo di una legge quadro per la programmazione e la riqualificazione dell’edilizia scolastica;
– valutazione degli atti di pianificazione generale in Consiglio Regionale e nelle Commissioni preposte;
– maggiori risorse per l’edilizia scolastica in particolare per le scuole dei Comuni colpiti dallo sciame sismico dell’agosto 2018;
Concorsi di idee a partire dalla fase di progettazione;
– accelerazione dei pagamenti alle imprese impegnate nei lavori di edilizia scolastica.

A che punto sono tutte queste iniziative? E a che punto è l’attuazione del Piano dell’edilizia scolastica regionale? Se non riusciamo a dare risposte positive a questi interrogativi, forse l’insegnamento di San Giuliano non è servito. E non servirà fino a quando la politica tutta capirà che c’è bisogno di un cambio culturale, innanzitutto per prevenire e poi per intervenire.

Da parte nostra continuiamo ad assicurare impegno su questo tema anche tramite il controllo costante di ogni atto e ogni investimento collegato ad ogni fase di ricostruzione.

Le istituzioni hanno solo un modo per onorare la memoria di quei 27 ragazzi e della loro maestra: fare tutto ciò che è necessario affinché non si piangano più vittime e affinché andare a scuola sia sempre un momento di gioia, condivisione, aggregazione, conoscenza e di crescita. 

Ma in questa Giornata ci piace pensare anche a chi è sopravvissuto e oggi è un simbolo di rinascita. Lo facciamo citando due persone, insieme normalissime e straordinarie: Pompeo Barbieri e Veronica D’Ascenzo, che qualche giorno fa hanno conseguito la laurea.
Loro erano sotto quelle macerie 17 anni fa, la tragedia li ha segnati, forse li ha cambiati, ma non è riuscita a fermarli. Anche a loro va oggi il nostro abbraccio.

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