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Molise Acque, indispensabile ristrutturazione aziendale

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Lo scorso 25 giugno è stata approvata in aula la nostra mozione che impegna il presidente Toma a verificare, presso l’impianto di potabilizzazione, che sussistano le migliori condizioni di operatività e di corretto funzionamento dell’ Acquedotto Molisano Centrale, anche a tutela della salute dei cittadini. Ma anche ad assicurare a tutti i Comuni interessati dall’emergenza, Larino, Ururi, San Martino in Pensilis, Portocannone, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Campomarino, il ripristino della fornitura di acqua potabile.

Ricordiamo, infatti, che questi Comuni del basso Molise dal 14 giugno scorso stanno subendo un pesante razionamento dell’acqua erogata dall’azienda Molise Acque. E che anche ieri mattina, per la sesta volta dal 16 giugno scorso quando l’acquedotto è entrato in funzione, si è verificata la rottura di una tubatura tra Lupara e Civitacampomarano.

La carenza di acqua sta determinando, complici le elevate temperature di questi giorni, enormi disagi alla popolazione e una situazione di emergenza costante a cui le Amministrazioni comunali devono far fronte con enormi difficoltà.

Ma noi crediamo che Molise Acque non sia in grado di gestire la rete acquedottistica regionale e che anche il commissario nominato da Toma, a guardare il suo curriculum, non abbia le competenze specifiche per ricoprire quel ruolo e per affrontare i problemi che si stanno verificando in queste ore.

L’acqua è la nostra risorsa più importante e non può essere gestita in queste condizioni.

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