MoVimento 5 Stelle Molise

L’asse Italia Viva – Forza Italia a tutela degli interessi della sanità privata

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Le parlamentari molisane, Giuseppina Occhionero e Annaelsa Tartaglione, hanno presentato due emendamenti fotocopia per permettere lo sforamento del budget agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss), nelle sole regioni in piano di rientro sanitario. Un possibile regalo alla sanità privata, ed in particolare al Neuromed, in un momento in cui dovremmo potenziare la rete sanitaria pubblica. Una risposta, secondo noi, allo schema di accordo presentato dal Commissario Giustini, che vorrebbe ridurre il budget dei privati convenzionati e bloccare l’extra-budget.

Di Andrea Greco, portavoce M5S in Consiglio regionale del Molise

In una situazione come questa, con il Paese e il mondo intero impegnati contro un nemico invisibile ed insidioso, ci aspetteremmo un fronte comune intorno alla sanità pubblica. Invece, siamo costretti a constatare una convergenza tra alcune forze politiche per la tutela degli interessi privati. Sto parlando di quello che rischia di diventare un vero e proprio “regalo alle Irccs”, tutto made in Molise. Protagoniste del dono due parlamentari molisane: Giuseppina Occhionero (Italia Viva) e Annaelsa Tartaglione (Forza Italia). Sono state proprio loro a presentare due emendamenti al Decreto Rilancio, nella sostanza uguali, che puntano a permettere lo sforamento del budget da parte degli Istituti di Ricovero e Cura a carattere Scientifico (Irccs), nelle sole regioni in piano di rientro sanitario. Emendamenti che avrebbero senza dubbio una ricaduta positiva sulle casse del Neuromed di Aldo Patriciello, ma effetti disastrosi sulla nostra sanità pubblica.

Facciamo un passo indietro per capire bene la faccenda, segnalata prontamente dalla deputata M5S, Rosalba Testamento, che ringraziamo per l’attenzione dimostrata, ancora una volta, nel solo interesse dei cittadini molisani. Non è la prima volta che Matteo Renzi e i suoi si dimostrano interessati a garantire guadagni ai privati della sanità, piuttosto che preoccuparsi della rete sanitaria pubblica. Come ho già ricordato in passato, in occasione della finanziaria 2016, proprio l’allora leader del PD, oggi Mister 1,5% a capo di Italia Viva, aveva introdotto la possibilità di rimborsare direttamente ai privati accreditati le cure dei pazienti di fuori regione. Assist colto dall’allora presidente del Molise, Frattura, che nel 2017 firmò il contratto tra Regione e privati, in cui si permetteva agli stessi di sforare il budget ordinario per le “cure oggettivamente indifferibili”.

La prassi di riconoscere spese extra-budget ai privati e l’enorme mole di denaro destinata a queste strutture per la cura dei pazienti di fuori regione, hanno contribuito a mantenere la sanità molisana in deficit nell’ultimo decennio. E tuttora siamo in piano di rientro. Ciò ha comportato, tra l’altro, tasse alle stelle e depauperamento dell’offerta sanitaria pubblica, anche in virtù del blocco del turnover, che non ci ha permesso di assumere medici almeno finché il governo 5 Stelle non è intervenuto col Decreto Calabria.

Poi è arrivato il commissariamento esterno per la sanità molisana, imposto sempre dal nostro governo. E i commissari, dopo un attento studio delle criticità persistenti, hanno presentato uno schema di accordo (a onor di cronaca, ancora non firmato dai privati), che prevede un taglio del budget (per Neuromed si passerebbe dagli attuali 44 milioni annui a 41 milioni) e il blocco totale dell’extra-budget. Ecco dunque, secondo noi, il perché degli emendamenti fotocopia delle due parlamentari: per scongiurare gli effetti dello schema contrattuale, che toglie ai privati per dare al pubblico, interviene l’asse Italia Viva – Forza Italia, dove “Viva” e “Forza” potrebbero essere sostituite pacificamente con “Privatizzata”.

C’è di più: la stessa Tartaglione ha presentato un ulteriore emendamento, dal retrogusto propagandistico, che destinerebbe 100 milioni di euro all’ospedale di Agnone. Non è chiaro per farci cosa. Pur trattandosi dell’ospedale della mia città, che ovviamente vorrei veder rinascere, rabbrividisco al cospetto di provvedimenti presentati col solo scopo di illudere i cittadini, di fare propaganda spicciola sulla pelle e sulle illusioni di un intero territorio.

Nella nostra regione, siamo stati i primi a sperimentare un insolito asse centrodestra-centrosinistra in materia sanitaria, con l’obiettivo di mettere al centro della programmazione sanitaria i privati e con l’effetto collaterale di impoverire il pubblico. È ora di dire basta a questi tentativi, sordidi e malcelati, di privatizzare di fatto la sanità. L’emergenza Coronavirus dovrebbe aver dimostrato, anche a chi non l’aveva chiaro da prima, che la sanità è un diritto inalienabile, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, e deve essere garantito a tutti. In piena pandemia, sono stati gli ospedali pubblici e la rete territoriale pubblica a salvare migliaia di vite. Mentre i privati hanno continuato a fare profitti, nonostante gli scandali che stanno venendo fuori.

Vorrei che le parlamentari molisane, così come il governo regionale, lo tenessero a mente, prima di inchinarsi ai privati accreditati (e compagni di partito) porgendo emendamenti distruttivi per la nostra terra. Il nostro appello alle due parlamentari è che li ritirino senza se e senza ma, dopo aver chiesto scusa. Intanto, mentre il presidente Toma sembra chiudere all’ipotesi di Larino Centro Covid, parlando di “cattedrale nel deserto”, attendiamo il Consiglio monotematico per difendere, ancora una volta, il principio di una sanità pubblica e di qualità.

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