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Ospedale Caracciolo, ennesima gita fuori porta di Toma in alto Molise?

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Il ritorno di Toma ad Agnone per parlare di ospedale ‘Caracciolo’, ha il sapore dell’ennesima presa in giro per cittadini e amministratori locali. Malgrado promesse e proclami del dominus della sanità regionale, nella struttura di frontiera restano irrisolti problemi annosi quali la carenza del personale e la mancanza di tecnologie. Solo grazie all’azione del M5S sono state evitate altre ‘sciagure’. E allora cosa verrà a raccontare Toma in alto Molise?

di Andrea Greco 

Mi auguro che l’arrivo di Donato Toma ad Agnone per parlare del futuro dell’ospedale ‘Caracciolo’ non si traduca nell’ennesima gita fuori porta. Purtroppo i precedenti non depongono a suo favore. Basta vedere lo stato in cui versa l’unico presidio di area disagiata, nonostante le promesse e i proclami, mai convertiti in atti concreti.

Problemi annosi mai risolti 

Tutti i problemi che abbiamo segnalato negli anni restano irrisolti: la carenza di personale medico e infermieristico, l’assenza di macchinari indispensabili come la Tac e gli ambulatori inutilizzati. Tutte condizioni che vanno ad aggravare una situazione già precaria per pazienti e operatori, con questi ultimi chiamati a fare salti mortali per assicurare turni e prestazioni. L’ultima notizia sul depotenziamento del laboratorio Analisi, trasformato in un punto prelievo, ha accresciuto ulteriormente la preoccupazione dei cittadini, già provati dal lento declino dell’ospedale. C’è poi il problema del Pronto soccorso, dove il personale è chiamato a fare prelievi ed esami, in assenza dei colleghi del reparto Analisi.

Azione M5S ha scongiurato altre ‘sciagure’ 

Siamo ormai all’assurdo: un tempo il ‘San Francesco Caracciolo’ produceva mobilità attiva, oggi è ridotto ad un contenitore che, gradualmente, si svuota di servizi. Per quanti avessero la memoria corta, ricordiamo che solo grazie all’azione del M5S sono state evitate altre sciagure. Su tutte la chiusura stessa del Pronto Soccorso e della mensa, pronta a passare nelle mani dei privati. E ancora, la ristrutturazione del centro Dialisi, relegato in locali angusti e non a norma. Altri drammi già scritti, ma evitati grazie al nostro intervento. Ci siamo impegnati ancora per favorire la riapertura delle sale operatorie, chiuse da anni.

Toma unico responsabile dello sfacelo 

Tuttavia, secondo i piani di Asrem, anche sulla riapertura di quelle moderne sale si sta consumando l’ennesima presa in giro dei cittadini. Ad Agnone si eseguono solo operazioni di bassissima entità, ben distanti dagli interventi in day-surgery previsti dal decreto Balduzzi. Come forza di opposizione abbiamo fatto il possibile per la salvaguardia e il rilancio dei servizi esistenti. Che, di contro, una politica scellerata e senza alcuna capacità di programmazione continua a diminuire, se non azzerare. Oggi Donato Toma è il dominus della sanità regionale, ha voluto il sub-commissario, Giacomo Papa, e nominato il Direttore generale di Asrem, Oreste Florenzano. Insomma, è l’unico responsabile di quanto accade.

Il commissario Toma tornerà ad Agnone, probabilmente con l’intento di gettare fumo negli occhi a cittadini e amministratori. Ma è ormai evidente che per cambiare rotta in sanità bisogna mandarlo a casa. Altrimenti, continueremo a fare i conti con una sanità malata, che penalizza in particolare i più deboli e indifesi.

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