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Precari sanità: una proposta per la reale stabilizzazione

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Con la recrudescenza del virus già in corso, dobbiamo farci trovare pronti ed evitare che il sistema sanitario regionale vada in tilt, ancora una volta, a partire dalla stagione autunnale. Mentre il centrodestra continua a produrre atti dal sapore propagandistico, proponiamo soluzioni concrete e praticabili per una reale stabilizzazione di medici, infermieri e operatori socio-sanitari: professionisti di cui abbiamo un disperato bisogno.

di Angelo Primiani

Le leggi dello Stato, come la Madia, prevedono per gli operatori sanitari dei meccanismi di stabilizzazione partendo dalla sussistenza di contratti a tempo determinato. Da lì, infatti, si può procedere in deroga al regime delle assunzioni e superare il precariato, valorizzando la professionalità acquisita durante il lavoro al servizio del pubblico. Una tendenza normativa che si sposa perfettamente con l’esigenza, diffusa in tutta Italia, di stabilizzare il personale medico-sanitario che ha lavorato duramente nella lotta al Covid.

Nella Legge di stabilità del 2022 si consente la stabilizzazione del personale sanitario precario nazionale nel periodo che va dal 1 luglio 2022 al 31 dicembre 2023, in coerenza con il piano di fabbisogno triennale purché si tratti di personale assunto con contratti a tempo determinato.

Nonostante fossero in vigore già diversi strumenti per la stabilizzazione di personale da tempo determinato a indeterminato, l’Asrem ha preferito ricorrere ai contratti libero-professionali (a partita iva). Proprio in virtù di questa scelta, che abbiamo denunciato come inopportuna già all’inizio dello scorso anno, il percorso delle stabilizzazioni nel comparto sanitario si è fatto tutto in salita.

Il risultato è che persiste una condizione di precariato diffuso nei nostri ospedali, già affetti da una gravissima e cronica carenza di personale. Medici, infermieri ed Oss che rappresentano un patrimonio indispensabile per la nostra regione, soprattutto in virtù del perdurare dello stato di emergenza sanitaria.

Con la nostra nuova proposta chiediamo al Presidente Toma di:

  • impegnare il Direttore generale di Asrem a rinnovare i contratti dei lavoratori precari per tutto il 2023, al fine di assicurare la continuità assistenziale;
  • stimolare il Dg dell’Azienda sanitaria regionale all’indizione di nuovi bandi, prevedendo finalmente dei meccanismi che valorizzino concretamente l’attività prestata durante l’intero periodo pandemico, indipendentemente dalla forma contrattuale con la quale sono stati ingaggiati;
  • procedere celermente alla stabilizzazione ove sussistano già i presupposti della ‘Legge Madia’;
  •  adottare gli atti necessari per individuare e realizzare altri percorsi di stabilizzazione dei precari sanitari, con la necessaria celerità.

La misura è davvero colma: è ora di mettere fine alla propaganda. La tutela dei lavoratori in sanità è parte integrante di quel diritto alla salute che da troppo tempo viene negato ai molisani.

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