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Il turismo in Molise ai tempi del Covid: tra crisi e opportunità

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L’emergenza causata dal Covid-19 può essere ribaltata in opportunità per i nostri Comuni e per gli operatori del turismo, che vivono un momento di grande sofferenza economica. La Regione può partire, in questa scommessa, rimodulando i fondi, pari a 1.8 milioni di euro, destinati alle attività e agli eventi del progetto “Turismo e Cultura”.

Di Angelo Primiani, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale 

Inutile girarci intorno:il turismo è certamente uno dei settori più penalizzati dall’emergenza coronavirus, quindi sono fondate le preoccupazioni degli operatori di settore. Oltre alle ingenti perdite registrate in questi due mesi di emergenza, c’è da valutare l’impatto che la crisi avrà sulla stagione estiva. Impatto che si preannuncia importante. Dal 4 maggio inizierà una fase di graduale riapertura delle attività produttive, anche se resteranno in vigore le ferree regole per il contenimento del contagio. Quindi, mentre cercheremo di tornare lentamente alla normalità, dovremo abituarci ai cambiamenti che questa pandemia sta provocando. A questo si aggiunga che la Presidente della Commissione Ue ha consigliato di non prenotare vacanze a causa dell’emergenza: “Vi consiglio di aspettare. Al momento nessuno può fare previsioni affidabili per luglio e agosto”, ha dichiarato Ursula Von der Leyen.

È purtroppo inevitabile che il sistema turistico italiano vada incontro ad un periodo di flessione, soprattutto per la drastica riduzione, se non azzeramento, della domanda estera che da sempre costituisce l’asse portante del comparto.L’emergenza Covid e le misure di tutela della salute pubblica ridisegneranno la geografia delle destinazioni turistiche favorendo un turismo di prossimità fatto di natura, di borghi, di tranquillità. Un turismo a misura di Molise. Per questo ritengo che la nostra terra abbia la possibilità di trarre “benefici” da questo periodo di difficoltà. Tuttavia, le istituzioni devono crederci e attivarsi elaborando un’offerta innovativa e rispettosa delle norme che il momento storico impone.

Il turismo di prossimità, fatto di vacanze brevi fuori porta alla scoperta di luoghi naturalistici, può essere una valida risposta alla crisi e la nostra regione può giocare un ruolo importante con i suoi spazi aperti, incontaminati, le sue montagne e colline, le sue spiagge, i suoi piccoli borghi, i suoi laghi, il suo “cuore”. È perciò giunto il momento di aprire la mente e aprirsi ai viaggiatori in cerca di spazi aperti, a quanti amano fare campeggio o cercano sentieri e itinerari adatti al cicloturismo, a chi ama gli sport da praticare all’aperto. Per farlo, la Regione può e deve fare affidamento sulle tante piccole strutture ricettive disseminate sul territorio. B&b, affittacamere, case vacanze e alberghi da mettere in rete grazie al sistema capillare delle Pro loco e al patrimonio di informazioni che custodiscono.

In questo momento le stesse Pro loco, ma anche i Comuni, andrebbero supportati e incentivati a concepire servizi utili a soddisfare le esigenze di piccoli gruppi di visitatori. Sento troppo spesso parlare di turismo lento o esperienziale, ma è ora di passare ai fatti, perché di parole ne abbiamo sentite anche troppe e sono tutte contenute nel Piano strategico regionale per il Turismo. Inoltre, il turista che decide di scoprire il Molise va guidato e supportato nella scoperta di quei luoghi che sfuggono alle maggiori guide turistiche o ai grandi tour operator. Per questo, sarebbe essenziale investire sulle figure in grado di concepire e organizzare l’accoglienza sul territorio. Ma è necessario, ed è un passaggio fondamentale, far partire dal basso questa nuova idea di turismo e farlo subito, perché la politica ha tempi che non si conciliano con la realtà delle cose e si rischia di perdere l’ennesimo treno.

La politica si è, infatti, dimostrata miope verso le opportunità che il settore può generare, in termini di rilancio economico e di occupazione. Il mio sostegno va invece all’Unpli Molise e a tutte le Pro loco che nei giorni scorsi hanno lanciato un grido dall’allarme ai vertici regionali per il taglio dei fondi al settore turistico perpetrato nell’ultima sessione di Bilancio. È invece il momento di cambiare passo, di agire.

La Regione deve assolutamente rimodulare il programma da 1.8 milioni di euro del progetto “Turismo è Cultura”, pensato per sostenere eventi regionali che molto probabilmente non potranno svolgersi. Reinvestiamo queste risorse in favore di un’offerta turistica fatta di sport, benessere, natura ed esperienze. Trasformiamo un periodo di grande difficoltà collettiva in un momento di svolta, in una opportunità per il Molise.

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