MoVimento 5 Stelle Molise

Zuccherificio del Molise: il futuro passa attraverso i bieticoltori.

1

Era presente anche il MoVimento 5 Stelle all’assemblea organizzata allo Zuccherificio del Molise sabato scorso. Presente sì, ma non in prima fila, non dietro a un tavolo, bensì seduto tra i bieticoltori e i lavoratori dello stabilimento, gli attori privilegiati di questo sistema produttivo. Abbiamo ascoltato i loro commenti e la volontà di alcuni di creare una cooperativa già negli anni ‘80. Certo, sono ben 3 le associazioni di tutela dei bieticoltori e non sarà facile mettere tutti d’accordo.

Era il 2012, quando il MoVimento 5 Stelle, non ancora presente né in minoranza né in maggioranza, si interessava delle sorti di uno stabilimento che coinvolge oltre 600 aziende chiedendosi come mai alcune scelte dovessero essere calate dall’alto senza condividerle con chi quelle politiche doveva subirle. Eppure non c’è stabilimento saccarifero che tenga senza il coinvolgimento diretto dei bieticoltori. Persino la tanto ambita società olandese che avrebbe manifestato un interesse per lo Zuccherificio del Molise Spa sarebbe una cooperativa.

A questo punto è importante ripercorrere un pò la storia dello Zuccherificio del Molise, almeno quella che va dal 2006 al 2011, cioè con l’entrata in vigore della nuova politica OCM 2006, e fornire un pò di dati che l’amministratore delegato dell’azienda ha citato durante l’assemblea e durante la sua audizione in II Commissione. Un po’ di sintesi: dal 2006 al 2011 l’attività produttiva ha registrato ben 68,5 milioni di euro di perdite. Un dato allarmante che avrebbe dovuto far capire sin da subito alla Regione, socio al 98% nel 2012, che non aveva alcuna competenza nel campo delle attività produttive. Nel 2012, a fronte di una richiesta di fallimento da parte di tre soggetti industriali, l’Avvocatura dello Stato decide di prendere in mano la situazione individuando nella figura dell’attuale amministratore la persona adatta ad evitare un fallimento che avrebbe potuto mettere la Regione Molise in una situazione pericolosa di fronte ai creditori.
Con provvedimento regionale si dà mandato all’attuale amministratore al fine di presentare una domanda di concordato preventivo volta ad evitare il fallimento dello Zuccherificio del Molise Spa, salvaguardando i livelli occupazionali e prevedendo una dismissione dell’attività attraverso una procedura ad evidenza pubblica sdebitando così la Regione di un’onere che gravava sullo Zuccherificio pari a 100 milioni di euro di debiti.
Nonostante fosse già stata fissata l’udienza fallimentare, viene presentata una proposta di concordato accolta sia dal Giudice sia dall’assemblea dei creditori, bloccando di fatto le azioni esecutive in corso. Nella proposta si dice, fondamentalmente, che è stata costituita una società nuova che affitterà per tre anni un ramo d’azienda del vecchio Zuccherificio al fine di proseguire l’attività di produzione dello zucchero. Questa società è detenuta al cento per cento dal vecchio Zuccherificio al fine di non distrarre “utili” o possibilità di recupero ai creditori. Con il concordato la Regione rinuncia a tutti i suoi crediti e a tutti gli investimenti fatti nel tempo.

Circa la gestione dello Zuccherificio del Molise Spa antecedente alla nuova società, alcune informazioni potrebbero essere più eloquenti di altre sul management e sull’amministrazione di questo importante stabilimento molisano. Sono stati spesi, ad esempio: 450 mila euro per l’acquisto di un impianto fotovoltaico mai messo in funzione ed ancora imballato in magazzino; 1,5 mln di euro per dei vaporizzatori mai entrati in funzione; 3,3 milioni di euro per lavori di ristrutturazione e il risultato è un muro sfondato. Ancora un esempio: la fornitura di gas era richiesta per 12 mesi e si pagavano 400 mila euro di canone fisso per 12 mesi, quando invece la fornitura del gas era per 2 mesi ed è stata rinegoziata dalla nuova società a 100 mila euro. Solo per dire come si buttano 300 mila euro, così.

Torniamo ad oggi. Quali prospettive per lo Zuccherificio del Molise? Tutto dipende dalla sostenibilità dell’attività e, in particolare, dal prezzo dello zucchero che è costantemente in calo. C’è tutta una parte di prezzo dello zucchero che negli anni è andata sotto forma di incentivo alla coltivazione, che per alcuni anni, almeno fino al 2011, ha provveduto a pagare Agea, per sovvenzionare in qualche modo il mondo bieticolo. Quindi, metà del prezzo è fisso e imposto dalla Comunità Europea e metà è variabile. Inoltre dal 2012, con l’eliminazione delle sovvenzioni Agea, la parte variabile è stata demandata alla negoziazione individuale, tra aziende e bieticoltori.

Più volte il MoVimento 5 Stelle portava come esempio di buona gestione, la Co.pro.B.

La Co.pro.Bi è una cooperativa per la produzione dello zucchero che grazie ad un nuovo partnership (la Pfeifer & Langen), socio al 49% che si occupa esclusivamente della commercializzazione, garantisce l’attività produttiva per tutto l’anno anche attraverso la raffinazione di zucchero grezzo di canna proveniente da filiere produttive agricole e industriali attive nei paesi dell’Africa Centro Sud. Quest’anno, grazie al prezzo dello zucchero che è stato particolarmente alto, oltre al costo delle barbabietole che ha pagato, ha distribuito utili ai bieticoltori per 14 milioni di euro. Che cosa vuol dire? Che lo zuccherificio è sostenibile se i bieticoltori sono parte di questo meccanismo e flessibilizzano il loro prezzo. Quando il prezzo è alto ce n’è per tutti, quando il prezzo è basso non ce n’è per nessuno.

La necessità di creare una cooperativa è legata pertanto anche all’andamento variabile del prezzo dello zucchero e del saccarosio. I bieticoltori pare che lo stiano capendo, molto probabilmente bastava qualcuno che spiegasse loro le cose. Certo, gli strumenti finanziari più evoluti potevano risolvere il problema dello spread tra zucchero e barbabietola con un futures ma quello che conta nel rapporto tra produttori e trasformatori nel mercato zucchero è la fiducia, la reputazione. Fanno presto gli agricoltori a non coltivare più barbabietole, soprattutto se non ci sono più i contribuiti Agea. E da qui torniamo al punto di partenza, i cittadini devono tornare ad essere nel centro della vita politica, economica ed amministrativa del nostro Paese.

Condividi

1 commento

  1. E di fronte ad un’assistenzialismo del genere riservato ad una azienda plurifallita come lo zuccherificio del molise, qualcuno si permette di dire di NO ALLA GRANAROLO???!!!???
    Mi chiedo perchè abbiate fatto tutti quei casini per mettere i bastoni tra le ruote alla granarolo e poi andate a ripescare delle aziende del genere???

    Ho avuto il disonore di trovarmi a Cremona di fronte ad un professore di economia che illustrava ,come esempio di esperienze Fallite, proprio la questione dello zuccherificio del molise, in un contesto nazionale.

    Bene, vi riassumo l’analisi, fatta senza alcuna tendenziosità e senza nessun fine politico: LO ZUCCHERIFICIO SAREBBE BENE CHE CHIUDESSE!!! PERCHE’ LE AZIENDE CHE NON SONO CAPACI DI PRODURRE REDDITO DEVONO (E SOTTOLINEO DEVONO) CHIUDERE!!!

    E poi: una S.p.A. (che teoricamente è una società privata) che è in mano ad una regione??? Allora non chiamatela azienda!!! Chiamatela sede di partito!!!