Su forte spinta del Movimento 5 Stelle è stata presentata un’indagine conoscitiva sulle disuguaglianze regionali nell’accesso ai Livelli essenziali di assistenza, approvata all’unanimità dalla Commissione Affari sociali e sanità della Camera dei deputati. Un’indagine che servirà a fare chiarezza sull’attuale modello sanitario, con il federalismo che ormai mostra in modo evidente i suoi limiti tanto da creare divari crescenti tra i territori anche a causa dei criteri di riparto delle risorse. Il Molise, in tal senso, rappresenta il simbolo di questo sistema inefficiente dove anni di commissariamento non hanno risolto le carenze di personale né ridotto le liste d’attesa.
Il federalismo sanitario ha fallito
La nostra regione è uno dei territori che più di tutti mostra come il cosiddetto federalismo sanitario abbia fallito. Le disuguaglianze non sono un effetto collaterale, ma la conseguenza diretta di un impianto che ha scaricato sui cittadini fragilità amministrative, carenze gestionali e anni di commissariamento senza soluzione. Se oggi l’Italia è un Paese dove i diritti sanitari non sono gli stessi, il Molise ne è la prova più evidente.
L’indagine conoscitiva nasce dunque dalla necessità politica di portare in Parlamento dati tecnici inoppugnabili che spieghino perché il sistema non regge e quali riforme strutturali siano realmente necessarie per superare una gestione basata sulla mera sostituzione dei vertici o su logiche puramente numeriche.
Occasione unica per il Molise
Per il Molise è un’occasione fondamentale: possiamo portare all’attenzione nazionale quello che qui viviamo da anni. Se non si interviene, continueremo a subire un modello che amplifica le disuguaglianze.
Il lavoro parlamentare, avviato su proposta del Comitato enti locali e del Comitato Sanità del Movimento 5 Stelle e sostenuto e presentato in commissione parlamentare dai deputati del M5S Marianna Ricciardi, Di Lauro, Sportiello e Quartini, si pone l’obiettivo di analizzare in profondità i criteri di finanziamento del Fondo sanitario nazionale, l’impatto della mobilità sanitaria passiva e lo stato reale dell’uniformità dei Lea tra le diverse regioni entro il termine del giugno 2026.
Anche senza una rappresentanza parlamentare locale, in questa legislatura abbiamo già presentato diverse interrogazioni parlamentari a risposta scritta per portare all’attenzione nazionale le criticità della nostra sanità. Ma l’indagine conoscitiva è uno strumento più forte e più utile: ha un orizzonte temporale definito, prevede audizioni, acquisizione di atti e un lavoro strutturato che consente di entrare davvero nel merito dei problemi. È il metodo migliore per far emergere con trasparenza ciò che non funziona e per difendere fino in fondo i diritti dei cittadini molisani.
L’impegno su questi temi resta massimo
Come Movimento 5 Stelle continueremo a seguire passo dopo passo i lavori a Roma, offrendo contributi, documentazione e richieste puntuali affinché l’indagine metta finalmente nero su bianco tutte le storture che da anni penalizzano la sanità regionale.
L’obiettivo finale resta quello di trasformare questa analisi in riforme concrete che garantiscano il diritto alla salute in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
