In sole poche ore, si è passati dal caos di possibili trasferimenti tra ospedali regionali alla notizia trionfale della riapertura “in tempi record” del reparto di Pediatria del Cardarelli di Campobasso, chiuso per lavori appena quattro giorni fa. Sia chiaro: l’importante è che alle famiglie venga restituito un servizio irrinunciabile come quello dell’assistenza pediatrica, peraltro nell’ospedale hub regionale. Ma dopo la mia denuncia su quanto accaduto nella notte precedente, arriva la riapertura lampo che nasconde, però, un maldestro tentativo di riorganizzazione che deve essere chiarito fino in fondo
di Angelo Primiani
Nell’arco di poche ore si è passati dal caos di possibili trasferimenti tra ospedali regionali al trionfalismo per una riapertura “in tempi record” del reparto di Pediatria del Cardarelli di Campobasso, chiuso per lavori appena quattro giorni fa.
È chiaro a tutti, tranne all’Azienda sanitaria, che una situazione del genere denota superficialità, improvvisazione e pressappochismo, e contribuisce a generare gravi disagi sul piano dell’assistenza sanitaria: dalla gestione clinica dei casi acuti ai trasferimenti interni ed extra-regionali, che – è bene ricordarlo – richiedono accompagnamento medico e una chiara pianificazione.
È questo modo di procedere che alimenta allarmismo e un clima di sfiducia tra i genitori molisani, già provati da mesi di disservizi e incertezze sul futuro della pediatria regionale. Non il fatto che un consigliere regionale alzi la voce con l’unico scopo di salvaguardare la salute dei più piccoli.
È evidente che la chiusura del reparto per lavori, seguita da una riapertura lampo dopo la mia denuncia su quanto accaduto nella notte precedente, cela un maldestro tentativo di riorganizzazione del servizio che merita di essere chiarito fino in fondo.
Per questo motivo ho già comunicato alla Direzione generale dell’Azienda sanitaria che lunedì effettuerò una visita ispettiva presso i reparti di Pediatria e Neonatologia del Cardarelli, ai sensi delle facoltà che mi riserva lo Statuto regionale in qualità di consigliere, al fine di verificare personalmente la reale situazione e comprendere cosa stia effettivamente accadendo.
Sia chiaro: l’importante è che alle famiglie venga restituito un servizio irrinunciabile come quello dell’assistenza pediatrica, peraltro nell’ospedale hub regionale, ma non se ne può più di questa improvvisazione che pesa anche sul personale dei vari reparti. È ora che qualcuno dica chiaramente verso quale direzione sta andando la sanità pubblica.
