Fino a poco tempo fa, in Molise le protesi ortopediche – come i plantari – destinate a bambini e ragazzi venivano fornite gratuitamente dal Servizio sanitario regionale. Oggi, però, quell’assistenza non è più garantita, se non in casi eccezionali accompagnati da relazioni cliniche molto dettagliate. Una scelta restrittiva che costringe le famiglie a sostenere di tasca propria costi per ausili medici essenziali
di Angelo Primiani
La normativa nazionale è inequivocabile: il Dpcm del 12 gennaio 2017 stabilisce che i plantari ortopedici siano gratuiti per tutti i minori che necessitano di interventi di prevenzione, cura o riabilitazione in presenza di invalidità gravi e permanenti. Non è previsto un limite d’età, purché il presidio sia prescritto da uno specialista per patologie dello scheletro o disturbi posturali.
In Molise, invece, continua a essere applicato il regolamento dell’Asrem del 2015 — precedente al decreto — che pone un vincolo oltre i 10 anni di età. Il risultato? Richieste respinte, confusione burocratica e possibili violazioni dei Livelli essenziali di assistenza, con il rischio di generare disuguaglianze e ricorsi.
Sul punto, ho presentato un’interrogazione al presidente della Regione, Francesco Roberti: perché il Molise non si adegua alla normativa nazionale? Quali ragioni giustificano un limite non previsto dalla legge, che finisce per danneggiare lo sviluppo sano di piedi, ginocchia, anche e schiena dei nostri ragazzi? Se le regole esistono, devono valere per tutti, nel rispetto dei diritti delle famiglie.
