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Decreto ‘spalma-debiti’: il centrodestra affossa il Molise

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Chi oggi esulta per aver fatto approvare il decreto “spalma-debiti” varato dal Consiglio dei Ministri, mente sapendo di mentire. Ai vari Lotito, Della Porta e Lancellotta andrebbe fatto presente che il nuovo provvedimento, il quale permette il pagamento in dieci anni di un debito di oltre 150 milioni di euro, graverà sulla testa dei molisani come una spada di Damocle.

Tecnicamente ai 19 milioni già sottratti per sanare il disavanzo finanziario strutturale, accumulato in anni di “mala gestione”, si andranno a sommare altri 15 milioni annui che di fatto priveranno i cittadini di servizi essenziali, assistenza e piani di intervento per far uscire il Molise dall’impasse generata dal governo di centrodestra. L’ultimo provvedimento, inoltre, acuirà il disavanzo pro-capite di ogni abitante già arrivato a 1700 euro.

Ma c’è di più, perché la disperata mossa portata avanti da una classe politica ormai alla canna del gas, non consentirà al prossimo governo di agire con mani libere per il bene della collettività. Al tempo stesso creerà l’alibi alla coalizione di centrodestra se malauguratamente dovesse vincere le prossime elezioni regionali.

A quanto sbandierato in pompa magna occorreva un intervento straordinario governativo capace di ripianare la voragine debitoria. Tuttavia ciò è stato ignorato da Roma, che non ha garantito la concessione vista la scarsa credibilità offerta dall’esecutivo regionale. A dimostrazione di questo vi è la mancata approvazione dell’esercizio di previsione 2023. Un caso unico in Italia che porta il Molise a vestire i panni di Cenerentola del Paese.

Il mancato arrivo in Aula del Bilancio, richiesto da oltre tre mesi, conferma l’inefficienza di una maggioranza che senza vergogna si ripresenta al giudizio dell’elettorato.

Tra i maggiori problemi che comporta la mancata ratifica del Bilancio, c’è infatti la paralisi delle assunzioni, malgrado gli innumerevoli bandi e annunci fatti in queste settimane dal centrodestra con l’obiettivo di recuperare terreno e illudere i nostri giovani che, intanto, continuano a fuggire da una terra avara di prospettive.

Continuare a guardare la nave che affonda, colpita dall’ iceberg dei debiti, dimostra invece che questo centrodestra non ha a cuore le sorti di un Molise chiamato ad uno scatto d’orgoglio per evitare l’annegamento, complici gli ultimi disastrosi cinque anni. La Regione ha toccato il punto più basso di una gestione fallimentare che persevera nel penalizzare le fasce più fragili. Il Molise e i suoi abitanti meritano decisamente altro.

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