La Giunta Roberti ha prorogato l’incarico del direttore generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo, per altri due anni, quindi fino al limite massimo consentito dalla normativa. Una scelta che, alla luce dei risultati di questi anni, appare incomprensibile e a nostro avviso profondamente sbagliata.
di Angelo Primiani
Da quattro anni in Molise manca ancora il Nucleo di controllo sull’appropriatezza delle prestazioni erogate dai privati accreditati (Noc), pur in presenza di un sistema sanitario che costa ai cittadini cifre enormi. Un’assenza che non è più tollerabile e che rende evidente il fallimento di una gestione che avrebbe dovuto garantire verifiche, efficienza e tutela della spesa pubblica.
A questo si aggiunge il grottesco valzer delle nomine a cui abbiamo assistito, con scelte che hanno lasciato più volte perplessi: basta ricordare il caso del direttore sanitario, quando per individuare un nome si è arrivati persino a pescare fuori regione, nell’elenco della Campania, dopo una serie di forzature evidenti. Episodi che raccontano di una governance confusa e lontana dai bisogni reali dei molisani.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una politica del personale sanitaria inefficace, soprattutto all’ospedale di Isernia, dove le criticità restano aperte e senza risposte adeguate. Un sistema sanitario pubblico in cui gli sprechi anziché diminuire, aumentano, così come i disservizi per l’utenza.
Eppure, il presidente Roberti e la sua Giunta sembrano soddisfatti. Evidentemente ritengono che il Molise debba continuare così per altri due anni.
Due anni in più che rischiano di tradursi in altri 730 giorni senza controlli adeguati delle prestazioni, con effetti pesanti sulla qualità del servizio e sui conti della sanità regionale. Ma è chiaro che questa situazione fa comodo a chi decide davvero le politiche sanitarie di questa regione.
Il rinnovo di Di Santo non è un premio al merito: è l’ennesima certificazione di un fallimento che la Giunta cerca maldestramente di coprire anziché correggere il tiro. Per noi chi sbaglia dovrebbe tornare a casa. Invece il centrodestra lo premia.
