MoVimento 5 Stelle Molise

Fibra ottica essenziale, ma Micone insiste su un progetto superato

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Colmare il divario digitale (digital divide) è tra gli obiettivi più importanti da raggiungere in questo momento storico. Le infrastrutture digitali saranno fondamentali per riallinearci alle regioni più sviluppate e bisogna puntare sulle migliori tecnologie, come la fibra ottica, per non ritrovarci ancora una volta a rincorrerle. Attenzione dunque a non puntare su strumenti tecnologicamente superati, come fa il Presidente del Consiglio regionale.

di Angelo Primiani, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale 

Condivido in linea di principio quanto sottolineato in queste ore dal presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone, circa l’importanza di superare il digital divide. Si tratta infatti di un vero e proprio ostacolo allo sviluppo della nostra regione, che assume un significato ancor più importante in questa fase d’emergenza, dove essere online può fare la differenza. Tuttavia, credo che Micone stia puntando sullo strumento sbagliato.

Da una parte c’è la Regione, che sta investendo soldi pubblici del Psr 2014-20 per costruire un’opera strategica come il progetto FTTH fiber to the home (letteralmente, fibra fino a casa). Questo dovrebbe condurre la banda ultralarga fin dentro le abitazioni private, con collegamenti esclusivamente in fibra ottica.

Dall’altra parte, invece, a leggere le dichiarazioni rese alla stampa, Micone parla di un’opera ormai obsoleta, che coinvolge un operatore privato della telefonia mobile e prevede l’utilizzo della fibra ottica solo fino agli armadi stradali di permutazione, da dove ripartono i collegamenti verso i privati tramite i vecchi cavi di rame. Quest’ultimo collegamento, con la vecchia tecnologia, basta a ridurre significativamente la potenza del segnale. Insomma, il presidente sta perorando la causa di un’opera superata a livello tecnologico e poco strategica sul piano sociale sociale.

È importante ricordare che il progetto di banda ultra larga in fibra ottica è da tempo considerata una priorità anche dallo Stato centrale, che ha creato una società ad hoc, la Open Fiber. Questa,già a giugno 2017 ha firmato un contratto di concessione con la società in house del Mise, Infratel Italia, per realizzare una rete ultraveloce nelle aree a fallimento di mercato delle sei regioni interessate dal primo bando di gara, tra cui il Molise. Sono oggetto di intervento le “aree bianche”, ovvero quelle in cui gli stessi operatori delle telecomunicazioni hanno dichiarato di non essere interessati ad intervenire, dopo rilevazioni fatte nel 2015 e confermate nel 2016. Ricordo che, in caso di beni o servizi considerati necessari, lo Stato ha il dovere di intervenire dove il mercato non ritiene remunerativo un investimento, per non creare discriminazioni tra i cittadini. E così è successo per le infrastrutture digitali.

Solo in Molise, infatti, il valore del lotto oggetto del piano di infrastrutturazione di Open Fiber è di circa 30 milioni di euro. Soldi utili a portare la banda ultralarga in 136 comuni, 41 dei quali hanno visto già partire i lavori.

Riassumendo: da una parte abbiamo un’opera di proprietà statale, che garantisce la fibra ottica fin dentro le case dei molisani, dall’altra abbiamo un’opera gestita da un operatore privato, che arriva nelle abitazioni con i vecchi cavi di rame, quindi con connessione più lenta.

Ecco perché al presidente Micone dico che, davanti ad un progetto davvero innovativo, parlare di un’opera superata, per giunta al centro di questioni giudiziarie, può creare confusione soprattutto tra gli amministratori locali, chiamati a concedere le concessioni per svolgere i lavori. Quello che stiamo vivendo è un momento di difficoltà, che tuttavia può tramutarsi in opportunità. La Regione Molise deve avere bene impressa una vision, un obiettivo e la strategia per raggiungerlo. Se, come auspicabile, l’obiettivo è quello di connettere il maggior numero di cittadini nel migliore dei modi, allora abbandoniamo le tecnologie già superate e puntiamo con decisione verso l’innovazione vera, reale, l’unica in grado di fare il bene dei molisani. Se sarà scelta questa strada, il MoVimento 5 Stelle sarà ben lieto di seguirla.

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