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Garante diritti della persona, abbiamo bloccato la nomina in Consiglio

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Dopo la nomina motu proprio del presidente del Consiglio regionale, salta il giuramento del Garante dei diritti della persona. L’intero Consiglio ha dovuto prendere atto delle nostre valutazioni esclusivamente politiche e, come richiesto, ha rinviato il giuramento della Garante dei diritti della persona. Rinvio dovuto al ricorso al Tar fatto da altri candidati che avevano presentato manifestazione d’interesse.

A tal proposito vogliamo ricordare che, nel Consiglio regionale dello scorso 26 luglio, maggioranza e minoranze concordarono con il governatore Toma e l’assessore Pallante che l’elezione del Garante dei diritti della persona sarebbe stata oggetto di una votazione in Aula, così come la legge impone, nel corso di una seduta che si sarebbe dovuta tenere nel corrente mese di settembre, dopo le elezioni Politiche.

Sarebbe bastato aspettare qualche giorno e dare seguito a quell’impegno che non riguardava solo la nomina del Garante, ma anche la eventuale rivisitazione della norma istitutiva della figura. Insomma, non è stato rispettato un preciso accordo che avrebbe consentito all’Aula l’elezione così come la legge prevede.

Un atto di arroganza politica nei confronti dell’istituzione stessa, delle opposizioni e della maggioranza, che sono chiamate al confronto e al dibattito per la nomina di questa figura. Un atto di disprezzo nei confronti degli accordi presi e anche delle regole, come l’art.3 comma 2 della legge n.17 del 2015, che parla di ‘obbligo di elezione, senza rinvio a norme di potere sostitutivo, essendo la figura del Garante organo terzo ed imparziale e non potendo dipendere da una nomina politica.’

Qui parliamo di rispetto delle regole, ma anche e soprattutto di rispetto del dibattito politico e di tutte le voci chiamate ad esprimersi.

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