Che fine hanno fatto i due Poli tecnici professionali, costituiti nel 2021 in Molise? Da ben 5 anni se lo chiedono i tanti studenti, le scuole e le imprese che avevano investito in questa forma aggregativa di fare impresa. Poteva essere un’ottima opportunità di formazione per i giovani molisani, avviandoli al lavoro, e anche uno strumento per contrastare lo spopolamento. Resta l’ennesima opportunità mancata per la nostra regione? Per questo motivo la mia interrogazione vuol fare chiarezza con urgenza
di Angelo Primiani
Ho depositato un’interrogazione urgente per fare chiarezza sul futuro dei Poli tecnici professionali (Ptp) in Molise. Parliamo di strumenti strategici, vere e proprie reti territoriali che mettono in connessione scuole, enti di formazione, Its Academy e imprese, con l’obiettivo di allineare l’offerta formativa alle esigenze concrete del sistema produttivo regionale.
In una fase storica segnata dalla fuga dei giovani e da uno spopolamento progressivo, investire nella formazione non è più una scelta, ma una necessità. È questa la strada per garantire occupazione qualificata e immediata, offrendo ai giovani opportunità reali senza costringerli a lasciare il territorio. La recente introduzione della filiera formativa tecnologico-professionale basata sul modello 4+2, rappresenta un’occasione per rafforzare ulteriormente il raccordo tra istruzione e mondo del lavoro.
Negli anni scorsi sono stati attivati in Molise i primi due Poli: quello dedicato alla Meccanica, Meccatronica, Automazione e Bio-automazione e il polo “Artigianato e Manifattura 4.0”. Si tratta di segnali importanti, soprattutto per accompagnare le nostre piccole e medie imprese nei processi di innovazione digitale ed ecologica. Ma è evidente che non basta.
Accanto a questi ambiti, è necessario puntare con decisione anche su alcune filiere in cui il Molise può esprimere qualità ed eccellenza, creando opportunità di lavoro concrete e radicate sul territorio. Penso a comparti che uniscono tradizione e innovazione, dove competenze tecniche avanzate possono tradursi in occupazione stabile e competitiva, valorizzando il saper fare locale e rafforzando la capacità delle imprese di stare sui mercati.
Restano infatti ancora scoperte diverse aree strategiche individuate dalla programmazione regionale: agroalimentare, cultura, turismo, servizi commerciali e trasporti, servizi alla persona. Per questo ho chiesto al presidente Roberti e alla giunta se siano previsti nuovi bandi per l’attivazione di ulteriori Poli in questi settori, fondamentali per l’economia molisana.
L’auspicio è che di fronte a questi temi si metta da parte ogni discorso legato a poltrone e rimpasti. Parliamo di un argomento serio, da cui dipende il futuro di chi in questa terra vorrebbe rimanere per mettere su famiglia, per piantare radici e contribuire a un rilancio dell’economia non più rinviabile. E su questo siamo già in netto ritardo.
L’interrogazione punta anche a verificare la piena operatività dei Poli già esistenti. Ho chiesto infatti di conoscere le risorse aggiuntive previste nell’ambito del Fse+ 2021-2027. Non possiamo permetterci che queste strutture restino scatole vuote: i Ptp devono diventare il motore di un nuovo modello di sviluppo, capace di trattenere i giovani, attrarre chi è andato via e dare slancio il territorio.
