MoVimento 5 Stelle Molise

Sapere è dovere: stop all’Esm

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Le conseguenze di una crisi economica sono molteplici e ognuna di esse determina un impegno per trovare una soluzione più o meno indicata. E sono ammirevoli le persone che si impegnano per trovare quelle soluzioni, soprattutto quando non vogliono nulla in cambio. Quell’impegno però, seppur meritevole o risolutivo, può diventare purtroppo irrilevante, marginale quando provi a soffermarti sulle cause della crisi, metti in discussione alcune tue convinzioni e, con semplici analisi anche non essendo esperti, cominci a farti delle domande e a considerare l’ipotesi che i responsabili non siano più la natura, la fatalità o mazingaZ, ma probabilmente le stesse persone che credevi essere preposte ad aiutarti, a trovare le soluzioni, imponendoti propriamente di fare sacrifici. Tutto ciò è disarmante.

In questo momento storico è importante che si faccia chiarezza, che si renda nota una questione nazionale e la battaglia civica silenziosa legata ad essa, condotta da Lidia Undiemi (ricercatrice economista siciliana) e pochi altri.
Noi del M5S Molise vogliamo aderire a questa battaglia che, anche se apparentemente lontana, riguarda comunque tutti i cittadini molisani e il loro futuro. E vogliamo fare da cassa di risonanza ad una notizia ignorata completamente dai mass media e volutamente tenuta nascosta dai parlamentari.

Entro poche settimane infatti l’Italia dovrà ratificare un trattato europeo che istituisce un organismo sovranazionale chiamato Mes (Esm), all’apparenza una sorta di fondo salvadebiti, il cosiddetto Meccanismo Europeo di Stabilità. La ratifica di questo trattato, sconosciuto ai più, comporterà un esborso dalle casse dello Stato italiano di ben 125 miliardi, la terza somma più alta tra i paesi membri, e comporterà l’impegno a sborsare qualsiasi somma richiesta in futuro irrevocabilmente. Nel senso che un nuovo parlamento italiano, anche il più illuminato e democratico, come quello di qualunque altro stato membro, non potrà in nessun caso rifiutarsi di trasferire tali somme. Aiuto!
Ciò che si comprende chiaramente è che si perde sovranità nazionale e che questi numeri non possiamo permetterceli, ma essendo costretti a farlo per un disegno già scritto a Bruxelles, saremo sempre più vittime di elevate tassazioni, di un’epoca di austerità e di debito pubblico sempre crescente. Tutto questo per pagare una specie di assicurazione sul nostro fallimento, ai dirigenti del MES che potranno fare richieste monetarie improvvise e senza limiti, e che godranno inoltre di totale immunità davanti a qualunque provvedimento giuridico. Somiglia o no ad un sistema dittatoriale o mafioso? Un organismo che, non essendo stato eletto da nessuno, gestirà i debiti degli stati membri, il futuro degli europei, senza poter essere incriminato in nessun caso, come può essere definito? Chi sono costoro?
Un‘Europa senza democrazia in perenne austerità, ecco cosa ci aspetta!
La credibilità del governo Monti e di tutto il Parlamento si annulla nel momento in cui ci si rende conto che tutto questo è frutto di una strategia studiata a tavolino, dal momento che il primo ministro dichiarava a novembre: “politici e cittadini europei, per accettare di cedere la propria sovranità nazionale all’Europa, hanno bisogno di una crisi grave e conclamata”. E che solo una crisi ti permette di alzare la pressione fiscale e diminuire la spesa pubblica senza dare troppe spiegazioni. (art. web)
Che l’Italia aderisca al Mes con le relative quote, è fondamentale per chi vuole gestire quei soldi incondizionatamente e per chi tiene nascosto all’opinione pubblica tutto il meccanismo. I giornali e le televisioni partecipano apertamente al terrorismo mediatico, incutendo timori di fallimento parlando ancora di spread, di debito pubblico ma soprattutto non informando minimamente sulla questione.
Il premier italiano, non eletto da nessuno, è stato calato dall’alto evidentemente per governare questo passaggio di sovranità dall’Italia all’Europa, senza interpellare la popolazione. La partitocrazia è tutta compatta nel seguire queste direttive, i cittadini invece sempre più esclusi dalle decisioni ma sempre più protagonisti inconsapevoli di una crisi monetaria, che sta portando a sacrifici non solo economici ma anche purtroppo umani.

Ora ci chiedamo, cosa si può fare? Serve ancora alla popolazione essere divisi ideologicamente quando poi i rappresentanti parlamentari tutelano un sistema dove comanda il privato, il banchiere o finanziere che sia? Siamo ancora in tempo per invertire questa tendenza, o meglio, ne abbiamo la facoltà? Forse no, forse è già tardi.
Fino a quando almeno metteremo da parte le nostre convinzioni e cominceremo a vedere le cose da un altro lato, ragionando sulle opportunità di avere una democrazia rappresentativa che non c’è più e che ci mette sempre fuori dalle decisioni veramente importanti, quelle dai nove zeri in su per intenderci. Quante altre dimostrazioni dobbiamo avere per renderci conto che siamo solo numeri agli occhi dei grandi finanzieri? E un numero può anche scomparire se serve…

Ragioniamo sul fatto che la nostra unica forza per contrastare il sistema corrotto e perverso sta nel poter condividere, senza ostacoli ideologici, le nostre intelligenze, le nostre esperienze perchè queste hanno un valore molto più alto che il denaro. Perchè il denaro che abbiamo in tasca non lo possediamo, ce lo hanno dato in prestito e per questo motivo ha valore soprattutto per chi ce lo presta. C’è bisogno di un grosso cambiamento culturale, e questo lo sappiamo…ma vogliamo partire almeno col sapere cosa fanno del nostro debito pubblico, cos’è il MES e perchè nasce? Il nostro dovere è sapere…la conoscenza condivisa è la nostra forza.

Per questo motivo riteniamo urgente diffondere e condividere il tema del Mes anche nella nostra piccola regione (volantino) e chissà mai che qualche nostro consigliere appoggi questa  battaglia interregionale, come del resto è già avvenuto per alcuni loro colleghi in Veneto, Marche, Toscana. “L’adesione serve per creare una mobilitazione sociale assolutamente pacifica e a carattere prevalentemente divulgativo, al fine di sciogliere i nodi sulla effettiva portata della ratifica del trattato MES sulla vita dei cittadini”.

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