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somma accontata dai portavoce M5S Molise

Le spese pazze dei consiglieri molisani in missione a Bruxelles

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Stanze in hotel extralusso da 400 euro a notte, voli da 700 euro e cene in ristoranti esclusivi con cascate di pesce crudo. Tutto a spese dei molisani. Questo è quanto abbiamo scoperto con un accesso agli atti e denunciato in diretta. I protagonisti sono il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Salvatore Micone, e il presidente della I Commissione consiliare, Andrea Di Lucente. Nel frattempo, il Presidente di Regione Donato Toma continua a negarci l’accesso ai conti delle carte di credito in dotazione alla Giunta e alle figure apicali della Regione.

Di Andrea Greco, portavoce del M5S in Consiglio regionale

Notti in hotel extralusso e cene a base di pesce crudo: un vero affronto ai cittadini molisani, che pagano il conto con le loro tasse. Sto parlando della missione a Bruxelles per partecipare alla Settimana delle Regioni, tenutasi l’8 e il 9 ottobre del 2019. I protagonisti della trasferta a spese dei molisani sono il presidente della I Commissione consiliare, Andrea Di Lucente, e il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone. Il conto, salato, ammonta ad oltre 3400 euro. Un vero schiaffo in faccia ai tanti cittadini che non arrivano a fine mese e continuano ad essere vessati da tasse e balzelli, utili a coprire anche le missioni istituzionali.

Dalla documentazione in nostro possesso, si evince come Micone e Di Lucente, che già percepiscono circa 4500 euro mensili di rimborso spese mandato, hanno richiesto ulteriori somme per pagare la trasferta a Bruxelles. Rimborsi regolari, per carità, ma che a nostro avviso non rispettano il principio sancito dal nostro ordinamento, che suggerisce agli amministratori pubblici un comportamento da “buoni padri di famiglia“. È in quest’ottica che ci siamo sentiti presi in giro quando abbiamo letto che i due hanno alloggiato nel lussuoso Thon hotel, dove sono soliti pernottare capi di Stato e di Governo, come la tedesca Merkel. Per una “camera doppia ad uso singola”, Micone e Di Lucente hanno speso entrambi 415 euro a notte, e lo riteniamo sinceramente eccessivo per una terra in cui troppi molisani sono in difficoltà economiche oltre che spesso spogliati di servizi essenziali, quali ospedali, strade e trasporti.

La cosa fa ancora più specie, se si considerano i lauti emonumenti percepiti dai due presidenti. Micone costa ogni mese alla collettività circa 13.550 euro lorde e Di Lucente 11.250, incluse le spese di esercizio del mandato. Soldi sufficienti a pagare, a nostro avviso, anche le trasferte. Ma il punto è un altro: trattandosi di denaro pubblico, riteniamo che avrebbero dovuto farne un uso oculato. Invece, i due hanno pagato per il solo biglietto aereo circa 700 euro a testa. Abbiamo allora verificato, sui comuni motori di ricerca, quanto costi un volo Alitalia per Bruxelles, in classe Economy (lo stesso usato da Micone e Di Lucente) e abbiamo scoperto che avrebbero potuto spendere la metà. I due si sono giustificati dicendo che hanno prenotato “solo due giorni prima”, ma ci chiediamo: avrebbero aspettato l’ultimo momento se avessero pagato con soldi propri? O si tratta di un uso disinvolto del denaro pubblico? La Settimana delle Regioni era in programma da tempo, tanto da far slittare la consueta seduta di Consiglio regionale del martedì.

E che dire della cascata di pesce crudo consumata al Belga Queen, uno dei ristoranti più esclusivi di Bruxelles, per la modica cifra di 180 euro? Per darvi un’idea, ad inizio mandato io, il collega Primiani e un nostro addetto stampa, siamo stati a Bruxelles. In totale abbiamo speso 900 euro per tre giorni, volo, pasti e pernottamento compresi. Nessuno di noi, però, ha mai richiesto alcun rimborso per la missione. È questo che intendiamo quando parliamo di comportamento da buon padre di famiglia: un padre starebbe ben attento alle spese personali se i suoi figli fossero affamati. E sono tristemente note le difficili condizioni economiche in cui versano migliaia di molisani.

Mentre abbiamo visto i conti dei rappresentanti del Consiglio regionale in missione, nulla ci è dato sapere sulle spese effettuate dal governatore Toma, dai suoi assessori e dalle figure apicali della Regione: abbiamo chiesto al Presidente di rendere pubbliche le spese effettuate con le carte di credito della Regione. Tuttavia, malgrado le numerose istanze, il governatore ci ha negato l’accesso agli atti. Ad oggi, c’è stata una corrispondenza di ben quindici lettere tra il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle e Toma, ma nulla da fare. Un atteggiamento, quello del presidente, che reputiamo inaccettabile e incomprensibile, soprattutto perché si parla di denaro pubblico di una regione sommersa di debiti. Altro episodio gravissimo è quello che ha visto coinvolta la dirigente Alberta De Lisio, trasferita dall’avvocatura regionale alla Protezione Civile e multata. La sua colpa? Aver suggerito a Toma di concedere i documenti richiesti dal MoVimento 5 Stelle.

Se da una missione a Bruxelles di due giorni abbiamo trovato spese a carico dei molisani per 3400 euro, non osiamo immaginare cosa potrebbe emergere nel momento in cui andassimo a scandagliare le spese di Via Genova. La mancanza di trasparenza sui soldi pubblici è un sistema che va scardinato quanto prima e per farlo invitiamo tutti i molisani ad uno scatto di orgoglio. Occorrerà una grande manifestazione di piazza per dire basta a questo modo di agire. Nel frattempo, non ci fermiamo e porteremo tutto in Procura e alla Corte dei Conti.

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