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TPL, passa la nostra linea. Bocciata la riforma Toma-Niro: dimettetevi!

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In Consiglio regionale sono passate le nostre proposte sul Trasporto pubblico locale: tutela dei lavoratori, lotto unico e procedura aperta. La riforma della Giunta è stata bocciata finanche da parte della maggioranza: ce n’è abbastanza per dimettersi. Tutti.

Il Consiglio regionale ha stracciato idealmente la riforma della Giunta regionale sul Trasporto pubblico locale. Il voto di ieri in Aula ha bocciato una proposta diseconomica, frettolosa, superficiale, ingiusta e per niente strategica. Una proposta osteggiata da lavoratori, cittadini, sindacati e dai sindaci che non sono stati coinvolti.

Come chiediamo da mesi, in Consiglio regionale grazie al buon senso abbiamo ottenuto un bando fondato su due elementi chiave: una procedura aperta a tutti gli operatori economici, garanzia di massima trasparenza e un lotto unico più attrattivo per i grossi gruppi internazionali e in grado di ottimizzare le corse evitando inutili duplicazioni, quindi garantendo efficienza ed economicità.

Ma ciò che più conta è quanto contenuto all’interno di un nostro emendamento approvato in Aula. Un emendamento grazie al quale, in sede di stesura del bando, la Regione metterà in campo “tutte le iniziative necessarie ad adeguare i contratti ponte in essere al fine di razionalizzare i costi, garantire prestazioni efficaci ed efficienti e salvaguardare i diritti patrimoniali e non patrimoniali dei lavoratori dipendenti“. Significa una cosa semplice: dare garanzie ai lavoratori in tantissimi casi sotto ricatto da anni e porre fine al loro stillicidio fatto di pagamenti a singhiozzo e instabilità.

Ieri il Consiglio regionale ha stravolto la proposta di Giunta scongiurando l’affossamento del reparto per i prossimi 15 anni. Ora, quindi, comincia un percorso che può davvero riformare il settore del trasporto pubblico in questa regione. Ovviamente non ci fermiamo e vigileremo per verificare se la Giunta farà quanto gli ha detto il Consiglio.

Ma il dibattito sul Tpl dimostra ancora una volta l’inconsistenza dell’operato dell’esecutivo regionale e lo sbando della maggioranza, a proposito della quale ora chiediamo ai consiglieri Iorio, Calenda e Aida Romagnuolo di uscire dalla coalizione in coerenza con la votazione odierna.

Oltre al voto di ieri, infatti, resta il dato politico. Il Consiglio regionale ha bocciato un piano di riforma a cui l’assessore Vincenzo Niro dice di aver lavorato mesi, un piano a cui non ha creduto neanche parte della maggioranza. Ce n’è abbastanza per dimettersi.
A quel punto attenderemo un nuovo assessore regionale ai Trasporti in grado di interpretare la linea di indirizzo espressa dal Consiglio, di procedere speditamente a bandire gli atti di gara con procedura aperta e concertare tutti gli adempimenti con le autorità di controllo.

Non solo. La proposta di riforma era targata Niro e proposta al Consiglio da tutta la Giunta Toma ma la bocciatura del testo dimostra che non c’è continuità politica tra Giunta e Consiglio, ovvero che non ci sono più le condizioni di governabilità.

Quindi, come Niro e forse più di lui dovrebbe dimettersi il governatore Donato Toma, perché ha messo la faccia su quel Piano, perché lo ha appoggiato e difeso finanche in Commissione, perché il suo progetto globalmente inteso è fallito, perché la sua Giunta è ferma, perché la sua maggioranza non esiste, perché la sua leadership, se mai è esistita, è calpestata sistematicamente ormai durante ogni seduta. Perché il Molise intanto muore. A che serve proseguire in questo modo? Ai molisani non serve di certo.

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