Il Turismo molisano langue in un pantano di confusione politica e amministrativa, fatto di ritardi ingiustificabili, bandi bloccati, procedure fumose e risorse ferme nei cassetti della Regione o addirittura perse per scarsa capacità di gestione. Dirigenti e funzionari che fuggono, gare scritte male o mai partite: ad oggi, solo chiacchiere e promesse vuote, mentre il settore sprofonda
di Angelo Primiani
A raccontare in modo eloquente quello che sta accadendo, la vicenda della seconda edizione del bando pubblico per il sostegno alle società e agli enti di promozione culturale e turistica, un intervento da circa un milione di euro che doveva essere il motore del rilancio. Invece, è diventato sinonimo di caos: iter procedurali calpestati, graduatorie pubblicate con riserva prima della conclusione delle fasi di verifica previste per il controllo della documentazione, anche quella eventualmente da integrare in caso di esclusione. Risultato? Ricorsi al Tar e contenziosi che paralizzano tutto, minando la credibilità stessa della Regione.
Insomma, la Giunta Roberti sul Turismo ha scelto la via dell’improvvisazione e il Molise paga il prezzo di questa superficialità, con operatori turistici lasciati a bocca asciutta e un comparto strategico inchiodato dall’inefficienza. Col rischio di disperdere tutto il potenziale di questa terra vista la delicata congiuntura storica che il mondo sta vivendo, tra dissesto idrogeologico e rincari sul carburante, e che potrebbe abbattersi pesantemente proprio su chi lavora e vive di turismo.
Oltre al danno, la beffa, anche perché il caso del bando di cui vi parlavo non è isolato: anche le Pro Loco, baluardo del nostro sistema di accoglienza e promozione territoriale, sono abbandonate al loro destino. C’è una legge regionale, la numero 20 del 2022, che prevede l’erogazione di contributi entro il 31 marzo di ogni anno, ma di questi non c’è traccia per le ultime tre annualità. Non c’è traccia neppure delle risposte che avevo già chiesto in merito. Non c’è traccia dell’aggiornamento dell’albo, dei protocolli operativi, dei Punti di informazione e accoglienza turistica: zero. Si sbandiera la partecipazione alle fiere internazionali come la Bit, ma poi ci si dimentica degli operatori sul campo.
Immobilismo cronico, gestione confusa, responsabilità evase: è il ritratto di un turismo alla deriva. Ma il territorio non può più aspettare. La Giunta faccia qualcosa per riparare gli errori e sbloccare le risorse. Prima che sia troppo tardi.
