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Sisma in basso Molise, dopo tre anni mancano ancora troppe risposte

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In un contesto emergenziale come quello che stiamo affrontando, si stanno acuendo varie problematiche che hanno radici ben più profonde. Tra le numerose criticità, vi è sicuramente la questione legata alla ricostruzione post sisma 2018, per cui abbiamo depositato una mozione in Consiglio regionale. A distanza di tre anni dal sisma in basso Molise, le attività di ricostruzione faticano a partire per lungaggini burocratiche e rimpalli di responsabilità tra pubbliche amministrazioni.

Stentano ad arrivare le risorse necessarie a sostenere i cittadini che hanno subito sgomberi dopo il terremoto di agosto 2018, che ha interessato soprattutto 21 comuni basso-molisani. Per questo abbiamo depositato una mozione, a prima firma del nostro Angelo Primiani, con la quale chiediamo al governatore Toma di impegnarsi urgentemente a prorogare i ‘Contributi per Autonoma Sistemazione’.

Nel 2018 proprio Toma è stato nominato Commissario per l’emergenza, e dal 2020 è anche Commissario straordinario incaricato per l’espletamento delle funzioni di ricostruzione e di assistenza alla popolazione. Un Commissario che, secondo le indicazioni del Consiglio dei Ministri, deve dotarsi di una struttura commissariale di cinque unità e che, per svolgere il proprio compito, già dispone di 39 milioni di euro dal Fondo nazionale per la ricostruzione. Tuttavia cittadini e amministratori locali lamentano lentezze e ritardi su tutta la linea.

Sono criticità di cui chiediamo conto a Toma. Lui, infatti, in qualità di Commissario per l’emergenza può e deve verificare se restano contributi ancora da assegnare per l’autonoma sistemazione. Questo a prescindere dalla proroga dello stato d’emergenza perché, se anche non dovesse esserci proroga, in qualità di Commissario straordinario per la ricostruzione avrà sempre a disposizione la contabilità speciale per continuare ad erogare contributi a chiunque ne avrà bisogno.

Già nei giorni scorsi abbiamo presentato una interpellanza per fare il punto della ricostruzione post sisma per far luce su questo stato di cose. Tuttavia l’assessore regionale Quintino Pallante si è limitato a leggere integralmente una nota del responsabile della Struttura commissariale della Regione Molise che lamenta la carenza di dati e informazioni richieste ai Comuni di Campomarino, Castelbottaccio, Castelmauro, Guglionesi, Lupara, Montecilfone, Montefalcone, Montemitro, Portocannone, Rotello, San Giacomo degli Schiavoni e San Martino in Pensilis, oltre a quelli relativi agli edifici appartenenti alle Diocesi di Termoli-Larino e di Trivento.

Insomma, per la Regione le lentezze sono dovute al fatto che molti Comuni ancora non inviano la documentazione sullo stato degli immobili. Ma, se anche ciò fosse vero, è dovere del Commissario Toma prorogare i contributi per l’autonoma sistemazione, perché non possono essere i cittadini a pagare le lentezze della Pubblica amministrazione. Non solo.

Toma deve accelerare l’iter di approvazione delle eventuali ulteriori richieste di contributo, presentate e non ancora evase e deve riferire in Consiglio regionale, nel più breve tempo possibile, circa le attività sin qui svolte e quelle ancora da svolgere, al fine di concludere quanto prima la ricostruzione post sisma.

Tutti i Comuni del cratere devono fare anche i conti con la zona rossa, quindi l’impegno chiesto alla Regione è pensato esclusivamente per sostenere quelli che sono i molisani maggiormente in difficoltà. Le istituzioni non devono permettersi di ignorarli.

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